Circa 60 addetti alla mensa dell'ex Ilva di Taranto hanno manifestato per il futuro incerto. I sindacati chiedono un intervento ministeriale per garantire occupazione e tutele.
Protesta lavoratori mensa ex Ilva Taranto
Una sessantina di operai del Gruppo Pellegrini, impiegati nel servizio di ristorazione presso l'ex stabilimento siderurgico di Taranto, hanno manifestato la loro preoccupazione. Hanno organizzato un sit-in davanti all'ingresso principale di Acciaierie d'Italia. Successivamente, si sono spostati verso la Prefettura cittadina. L'iniziativa ha visto la partecipazione dei rappresentanti sindacali di Fisascat Cisl, Filcams Cgil e Uiltucs Uil. La loro principale paura riguarda la possibile perdita del posto di lavoro. Temono inoltre di non poter accedere agli strumenti di sostegno al reddito come la cassa integrazione.
Crisi appalti e assenza di tutele
Questa mobilitazione segue un'assemblea tenutasi il giorno precedente. In quell'occasione, i lavoratori degli appalti di pulizia e ristorazione si erano riuniti per discutere le conseguenze della crisi industriale. Hanno espresso forte preoccupazione per la mancanza di tutele previste da un recente decreto governativo. Secondo le sigle sindacali, questo provvedimento non include gli addetti dei servizi appaltati. Di conseguenza, oltre mille persone impiegate in mansioni essenziali rimangono senza garanzie. I servizi interessati includono mensa, vigilanza, pulizie e altre attività multiservizi all'interno del complesso industriale.
Richiesta di chiarezza e ammortizzatori sociali
Gli addetti al servizio mensa dell'ex Ilva chiedono risposte concrete riguardo alle loro prospettive occupazionali. Desiderano inoltre informazioni precise sugli ammortizzatori sociali eventualmente disponibili. Il timore diffuso è che una contrazione delle attività produttive o la mancata riconferma dei contratti di servizio possano mettere a repentaglio i loro posti di lavoro. La preoccupazione è aggravata dall'assenza di un adeguato sostegno economico in caso di perdita dell'impiego.
Appello per la continuità lavorativa
Cira Basile, segretaria dell'Ugl Taranto, ha sottolineato l'importanza della situazione. Ha affermato che questi lavoratori hanno diritto alla continuità del loro impiego. Ha evidenziato come le loro mansioni, come pulizie e servizio mensa, siano fondamentali per il funzionamento dell'impianto. La Pellegrini ha comunicato una carenza di circa 10mila ore di lavoro a causa della chiusura di alcuni reparti. Basile ha ribadito che questi operai non hanno accesso ad alcun ammortizzatore sociale. Si tratta di centinaia di famiglie che dipendono da un unico reddito e che vivono nell'incertezza sul loro futuro lavorativo.
Richiesta tavolo ministeriale
Le organizzazioni sindacali hanno rinnovato la loro richiesta di un incontro urgente. L'obiettivo è coinvolgere il ministero delle Imprese e del Made in Italy e il ministero del Lavoro. All'incontro dovrebbero partecipare anche i rappresentanti di Acciaierie d'Italia, attualmente in amministrazione straordinaria, e le aziende appaltatrici. L'intento è trovare soluzioni condivise per salvaguardare l'occupazione e garantire tutele ai lavoratori.