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Il rabbino capo di Roma, Riccardo Di Segni, ha donato un ulivo a San Severino Marche. L'atto simboleggia il dialogo interreligioso e ricorda la storia di accoglienza della sua famiglia durante l'occupazione.

Un albero per la memoria e l'unità

Un importante evento ha segnato la comunità di San Severino Marche, nel Maceratese. Il rabbino capo di Roma, Riccardo Di Segni, ha ricevuto la cittadinanza onoraria. La sua famiglia aveva trovato rifugio nella zona durante un periodo storico difficile.

Questo gesto segna il compimento di un percorso di memoria. Unisce la storia nazionale alle radici della città. L'incontro con il rabbino ha evidenziato l'impegno della sua famiglia. Hanno ricevuto protezione e ospitalità nella frazione di Serripola.

La sindaca Rosa Piermattei ha ricordato il padre del rabbino, Mosè Di Segni. Era un medico che mise la sua professionalità al servizio della libertà. Operò con le formazioni partigiane. Curò la popolazione locale con dedizione.

Le parole del rabbino: amicizia e rispetto

Riccardo Di Segni ha espresso profonda gratitudine. «Abbiamo mantenuto un ricordo estremamente forte di questa ospitalità», ha dichiarato. La popolazione locale si dimostrò molto disponibile. La protezione offerta in modo discreto è un ricordo prezioso.

Il rabbino ha sottolineato l'importanza dei rapporti tra le diverse fedi. «Prima della teologia, sono proprio l'amicizia e il rispetto a fondare questi rapporti tra le fedi», ha affermato. Questo principio guida le relazioni interreligiose.

La sua testimonianza ha toccato i presenti. Ha parlato del coraggio del padre, un pediatra. Non cercava la gloria militare, ma era pronto al sacrificio. Ha menzionato la «rete di silenziosa solidarietà» della gente del posto.

Un gesto simbolico di pace

Il rabbino ha condiviso un aneddoto commovente. Riguardava il giovane Edoardo Menichelli. Quest'ultimo diventerà cardinale. Da bambino giocava con i fratelli Di Segni. Non faceva domande, rispettando un tacito accordo di protezione.

Questo patto collettivo era stretto attorno alla famiglia perseguitata. Era un segno di solidarietà comunitaria. A suggello dell'incontro, il rabbino ha donato un ulivo. Questo albero è un simbolo mediterraneo.

Rappresenta luce, vita e partecipazione. L'ulivo sarà presto piantato. Verrà installata una targa commemorativa. Riporta i nomi di Frida, Elio e Riccardo, figli di Mosè e Pina Di Segni. C'è anche un riferimento al cardinale Edoardo Menichelli.

La data riportata è 22 aprile 2026, corrispondente al 5 Yiar 5786 nel calendario ebraico. Questo gesto è stato definito «un gesto simbolico di dialogo interreligioso e di storia condivisa». La fonte di queste informazioni è l'ANSA.

Domande frequenti

Chi è Riccardo Di Segni?

Riccardo Di Segni è il rabbino capo di Roma. Ha ricevuto la cittadinanza onoraria di San Severino Marche per il legame storico della sua famiglia con la città.

Cosa simboleggia l'ulivo donato a San Severino Marche?

L'ulivo donato dal rabbino Di Segni simboleggia la pace, la vita e la partecipazione. Rappresenta anche il dialogo interreligioso e la storia condivisa tra le comunità.

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