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Il rabbino capo di Roma, Riccardo Di Segni, ha donato un ulivo a San Severino Marche. L'atto simboleggia la memoria storica condivisa e il dialogo interreligioso, ricordando il rifugio della sua famiglia durante l'occupazione.

Un ulivo per la memoria e il dialogo a San Severino

L'ulivo donato rappresenta il completamento di un percorso di memoria. Questo gesto unisce la storia italiana alle radici di San Severino Marche. La cittadina, in provincia di Macerata, si prepara ad accogliere il Presidente Mattarella il 25 aprile. L'incontro con il rabbino capo di Roma, Riccardo Di Segni, è stato significativo. Di Segni è cittadino onorario del borgo.

La sua famiglia trovò rifugio e protezione nella frazione Serripola. Questo avvenne durante il periodo dell'occupazione nazifascista. È stato sottolineato l'impegno della famiglia del dottor Mosè Di Segni. Mosè era il padre del rabbino. La sindaca Rosa Piermattei ha ricordato il suo operato.

Il medico partigiano e la protezione silenziosa

Il dottor Mosè non rimase in silenzio durante quel periodo buio. Mise la sua professionalità medica al servizio della libertà. Operò attivamente nelle fila della formazione partigiana 'Gruppo Mario'. Curò instancabilmente la popolazione locale, mostrando grande coraggio. La sindaca ha evidenziato il suo esempio.

Il rabbino Di Segni ha espresso gratitudine per l'ospitalità ricevuta. Ha ricordato il forte legame con la popolazione locale. Ha definito la protezione ricevuta come «la protezione silenziosa». Questo è il suo ricordo più bello. Ha affermato che l'amicizia e il rispetto sono le basi dei rapporti tra le fedi. La teologia viene dopo questi valori fondamentali.

Testimonianza commovente e un aneddoto del passato

La testimonianza del rabbino sul coraggio del padre è stata toccante. Mosè Di Segni, medico pediatra, non aveva ambizioni militariste. Era però pronto al sacrificio per aiutare gli altri. La popolazione locale creò una «rete di silenziosa solidarietà». Questo permise alla famiglia di sopravvivere.

Il rabbino ha condiviso un aneddoto particolare. Riguarda il giovane Edoardo Menichelli. Menichelli diventerà futuro cardinale. Da bambino giocava con i fratelli Di Segni. Non faceva domande, rispettando un tacito accordo. La città aveva stretto un patto di protezione collettiva. Questo avvenne attorno alla famiglia perseguitata.

L'ulivo come simbolo di pace e unità

A suggello dell'incontro, il rabbino ha compiuto un gesto simbolico. Ha donato a San Severino Marche un ulivo. Questo albero è un simbolo mediterraneo. Rappresenta la luce, la vita e la partecipazione comunitaria. L'ulivo è un segno universale di pace.

L'albero sarà presto piantato nel territorio comunale. Verrà posta una targa commemorativa. L'iscrizione sulla targa sarà: «Frida, Elio e Riccardo, figli di Mosè e Pina Di Segni. In memoria del cardinale Edoardo Menichelli. 22 aprile 2026 - 5 Yiar 5786». Questo gesto è un simbolo concreto di dialogo interreligioso. Rappresenta anche una storia condivisa tra comunità diverse.

Domande frequenti

Perché il rabbino Di Segni ha donato un ulivo a San Severino?

Il rabbino Di Segni ha donato un ulivo a San Severino Marche come gesto simbolico. L'atto celebra la memoria storica condivisa tra la sua famiglia e la comunità locale. Ricorda il rifugio e la protezione offerti durante l'occupazione. L'ulivo simboleggia inoltre il dialogo interreligioso e la pace.

Cosa rappresenta l'ulivo donato a San Severino?

L'ulivo è un antico simbolo mediterraneo. Rappresenta la luce, la vita, la pace e la partecipazione. La sua donazione a San Severino Marche sottolinea il desiderio di unità e comprensione reciproca. È un segno tangibile di un legame storico e di speranza per il futuro.

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