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Il rabbino capo di Roma, Riccardo Di Segni, ha donato un ulivo a San Severino Marche. L'atto simboleggia il dialogo interreligioso e ricorda la storia di accoglienza della sua famiglia durante l'occupazione.

Un ulivo per la memoria e il dialogo

L'ulivo donato a San Severino Marche rappresenta un momento significativo. Simboleggia la luce, la vita e la partecipazione. È un gesto che unisce la storia d'Italia alle radici della città. La cerimonia ha avuto luogo in vista della visita del Presidente Sergio Mattarella, prevista per il 25 aprile.

Il rabbino capo di Roma, Riccardo Di Segni, è stato nominato cittadino onorario. La sua famiglia trovò rifugio e protezione nella frazione Serripola. Questo avvenne durante il periodo dell'occupazione nazifascista. La sindaca Rosa Piermattei ha sottolineato l'impegno del dottor Mosè Di Segni. Era il padre del rabbino.

Il medico partigiano e la solidarietà

Il dottor Mosè Di Segni non rimase in silenzio. Mise la sua professionalità di medico al servizio della libertà. Operò attivamente nelle file della formazione partigiana 'Gruppo Mario'. Si dedicò con instancabile cura alla popolazione locale. Questo impegno è stato ricordato con profonda gratitudine.

Il rabbino Di Segni ha espresso un forte ricordo dell'ospitalità ricevuta. Ha definito la protezione offerta dalla popolazione locale come «la protezione silenziosa». Questo è il suo ricordo più bello. Ha affermato che l'amicizia e il rispetto sono i pilastri dei rapporti tra le diverse fedi. La teologia viene dopo questi valori fondamentali.

Un legame d'infanzia e solidarietà

La testimonianza del rabbino sul coraggio del padre è stata toccante. Il dottor Mosè Di Segni, pediatra, non aveva ambizioni militari. Era però pronto al sacrificio. La popolazione locale creò una «rete di silenziosa solidarietà». Questo permise alla famiglia disegni di sopravvivere.

Un aneddoto particolare ha legato il rabbino Di Segni al futuro cardinale Edoardo Menichelli. Quest'ultimo è scomparso lo scorso ottobre all'età di 86 anni. Da bambino, Menichelli giocava con i fratelli Di Segni. Non faceva domande. Rispettava il patto di protezione collettiva. La città si era stretta attorno alla famiglia perseguitata.

Simbolo di pace e storia condivisa

A suggello dell'incontro, il rabbino ha donato un ulivo. Questo albero è un simbolo mediterraneo. Rappresenta la luce, la vita e la partecipazione. L'ulivo verrà presto piantato. Sarà accompagnato da una targa commemorativa. L'iscrizione reciterà: «Frida, Elio e Riccardo, figli di Mosè e Pina Di Segni. In memoria del cardinale Edoardo Menichelli. 22 aprile 2026 - 5 Yiar 5786».

Questo gesto è stato definito «un gesto simbolico di dialogo interreligioso e di storia condivisa». Rappresenta un ponte tra passato e presente. Sottolinea l'importanza dell'accoglienza e della memoria storica. La comunità di San Severino Marche celebra così un legame profondo. Un legame nato dalla sofferenza ma fiorito nella solidarietà e nel rispetto reciproco.

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