Il senatore Gianni Rosa di Fratelli d'Italia ha criticato le polemiche sulle estrazioni in Basilicata, definendole frutto di una scarsa conoscenza delle procedure amministrative. Ha spiegato che il processo di autorizzazione è gestito dallo Stato e prevede tempi definiti per l'intesa regionale.
Procedura per i titoli minerari spiegata
Il senatore lucano Gianni Rosa, esponente di Fratelli d'Italia, ha rilasciato una nota per chiarire le procedure relative alle estrazioni. Ha evidenziato come le discussioni sul cosiddetto "commissariamento" per le estrazioni in Basilicata rivelino una notevole mancanza di comprensione da parte della politica locale. Secondo Rosa, questa situazione dimostra una "povertà di conoscenze imbarazzante".
Il parlamentare ha ricordato che la gestione dei titoli minerari e delle autorizzazioni per i pozzi in terraferma è di competenza statale. Questa competenza è stata stabilita già nel 2014 dal Governo allora guidato da Matteo Renzi. Le autorizzazioni vengono concesse attraverso un iter amministrativo specifico. Questo processo ha una durata massima di 180 giorni. L'atto finale richiede l'intesa con le Regioni. La valutazione di impatto ambientale deve essere positiva.
Tempi e ruoli nella procedura di autorizzazione
Gianni Rosa ha ribadito che si tratta di un "normale procedimento amministrativo". Ha aggiunto che il Governo ha definito tempi precisi per queste procedure. È stato stabilito un termine di 45 giorni dalla ricezione della documentazione necessaria. In questo lasso di tempo, la Regione deve esprimere il proprio parere. Qualora la Regione non si pronunci entro i termini stabiliti, il Presidente del Consiglio può intervenire. Su proposta del Ministro dell'Ambiente, può concedere ulteriori 60 giorni alla Regione per provvedere. In sostanza, l'intesa regionale deve essere rilasciata entro un periodo complessivo di 105 giorni (45 più 60).
Solo dopo che questi 105 giorni sono trascorsi senza che la Regione abbia fornito una risposta, si potrebbe procedere alla nomina di un commissario ad acta. Anche in questo caso, la nomina avverrebbe previo "sentito" della regione interessata. Questo meccanismo mira a garantire che le procedure non si blocchino indefinitamente.
Nessuna violazione dell'autonomia regionale
Il senatore Rosa ha concluso la sua analisi ponendo una serie di interrogativi retorici. Ha chiesto dove risieda l'offesa ai territori o la violazione dell'autonomia regionale. Si è chiesto anche dove sia la lesione della volontà dei cittadini. Ha sottolineato che non esiste alcuna norma scritta che preveda un automatismo tra la nomina di un commissario e il rilascio dell'intesa. Questo "automatismo", agitato dalle opposizioni, è quindi inesistente secondo il parlamentare. Le sue dichiarazioni mirano a smorzare le polemiche e a fornire un quadro chiaro delle competenze in materia di estrazioni.