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I cittadini lucani meritano chiarezza sul blocco del data center regionale. Consiglieri criticano il ritardo nelle comunicazioni e chiedono risposte concrete dal Presidente Bardi.

Richiesta di trasparenza sul data center regionale

Il blocco del data center della Regione Basilicata ha sollevato interrogativi. I consiglieri regionali Angelo Chiorazzo e Giovanni Vizziello, esponenti di Basilicata Casa Comune, hanno espresso forte preoccupazione. Essi affermano che i cittadini lucani hanno il diritto di conoscere la verità. Non devono accontentarsi di comunicazioni tardive o insufficienti.

Per diversi giorni, il Presidente Bardi ha mantenuto il silenzio. Non sono state fornite spiegazioni ai cittadini. Le richieste di chiarimento avanzate dai consiglieri sono rimaste senza risposta. Già durante la precedente seduta consiliare, era stata sollecitata una comunicazione ufficiale. Si chiedeva di affrontare l'accaduto al data center. Si volevano anche spiegare i disagi in corso. Questi problemi colpiscono soprattutto l'accesso ai servizi sanitari.

Il Presidente Bardi ha scelto di non intervenire in quel momento. Ora, si apprende positivamente della sua intenzione di comunicare. La comunicazione è prevista per la seduta del Consiglio regionale del 13 novembre. Un confronto ritenuto doveroso, ma che giunge con un ritardo significativo. Questo ritardo solleva ulteriori perplessità.

Critiche alla gestione amministrativa

Nel frattempo, le azioni della stessa Giunta regionale parlano chiaro. Già a partire dal 2023, la Regione possedeva linee guida specifiche. Queste riguardavano la sicurezza informatica, la gestione degli incidenti e la continuità operativa. Tali direttive sono state ulteriormente rafforzate negli anni successivi. Nonostante ciò, si è intervenuti solo dopo il blocco del sistema. Si è cercato di superare la frammentazione delle competenze. Questa divisione esisteva tra la gestione informatica e gli impianti tecnologici. La stessa delibera attuale riconosce questa criticità.

Sorgono domande precise: perché non si è agito prima? Questa situazione ha contribuito al blocco del sistema? Ha influito sui tempi di ripristino? Sono quesiti fondamentali. Il Presidente Bardi dovrà fornire risposte esaurienti. Dovrà farlo nella prossima seduta consiliare. Sarà necessario anche quantificare i danni. Si dovranno valutare le conseguenze economiche dell'evento. Le competenze tecniche e la professionalità dei funzionari regionali non sono in discussione. Nemmeno quella delle società incaricate, che operano con dedizione.

Mancanza di visione politica e amministrativa

Secondo Chiorazzo e Vizziello, il problema risiede altrove. Manca una guida politica e amministrativa efficace. Vi è una carenza nella capacità di prevenire i problemi. Manca la prontezza nell'assumere decisioni necessarie. Questo accade anche quando sono in gioco infrastrutture strategiche. Si tratta di servizi essenziali per la vita dei cittadini.

I consiglieri di Basilicata Casa Comune intendono proseguire nell'indagine. Verrà utilizzato anche l'accesso agli atti, già richiesto. L'obiettivo è accertare le cause precise del blocco. Si vogliono individuare eventuali omissioni o negligenze. In Consiglio, non saranno sufficienti spiegazioni generiche. Il Presidente Bardi dovrà illustrare nel dettaglio cosa è successo. Dovrà spiegare cosa non ha funzionato. Soprattutto, dovrà chiarire perché non si è riusciti a evitare l'incidente. La richiesta di verità è ferma e determinata.

Le persone hanno chiesto anche:

Quali sono i servizi sanitari colpiti dal blocco del data center?
I servizi sanitari colpiti includono quelli che dipendono dall'accesso ai sistemi informativi regionali, come la gestione delle prenotazioni, l'accesso ai fascicoli sanitari elettronici e la comunicazione tra le strutture sanitarie.

Quando è previsto il ripristino completo del data center regionale?
Al momento della comunicazione, non è stata fornita una data precisa per il ripristino completo. I consiglieri chiedono al Presidente Bardi di fornire dettagli sui tempi previsti per il superamento del disservizio.