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La maggioranza di governo in Basilicata è accusata dal M5S di essere confusa e divisa. Le consigliere regionali Alessia Araneo e Viviana Verri criticano l'immobilismo e le decisioni prese al di fuori delle sedi istituzionali, mettendo in luce le contraddizioni interne alla coalizione.

Critiche alla giunta regionale lucana

Le consigliere regionali del Movimento 5 Stelle, Alessia Araneo e Viviana Verri, hanno espresso forti critiche nei confronti della maggioranza che attualmente governa la Basilicata. Hanno descritto la coalizione come «disorientata e balcanizzata», sottolineando come sia la regione a subirne le conseguenze negative.

Le esponenti pentastellate hanno puntato il dito contro il vicepresidente della Giunta e assessore alle Infrastrutture, Pasquale Pepe. Quest'ultimo avrebbe annunciato l'intenzione di raggiungere l'autonomia energetica per la Basilicata durante un congresso nazionale della Lega a Milano. Secondo il M5S, tali annunci dovrebbero invece essere fatti in Consiglio regionale.

L'opposizione ha evidenziato come il partito Azione abbia denunciato una regione «addormentata». Hanno inoltre criticato il fatto che il Governo nazionale, presumibilmente in accordo con il presidente Bardi, stia prendendo decisioni sulle risorse regionali senza un adeguato coinvolgimento locale.

Le dichiarazioni di Calenda e le contraddizioni interne

Le consigliere del M5S hanno fatto riferimento alle recenti dichiarazioni di Carlo Calenda. Quest'ultimo, giunto a Potenza, avrebbe constatato un «ritmo addormentato» della Basilicata. Calenda avrebbe invitato il presidente Bardi e la sua maggioranza a reagire prima che sia troppo tardi.

Tuttavia, Araneo e Verri hanno sottolineato una palese contraddizione. Hanno ricordato che Azione fa parte della maggioranza di governo. Hanno menzionato Marcello Pittella, presidente del Consiglio regionale, e Nicola Morea, consigliere di sostegno al governo Bardi. Hanno quindi sollevato il dubbio se Pittella e Morea condividano la critica di Calenda all'operato della giunta.

La situazione appare ancora più surreale, secondo il M5S, per le azioni di Pepe. Quest'ultimo, poco prima, aveva annunciato a Milano la preparazione di un documento per avviare intese con il Governo sull'autonomia energetica. Le consigliere hanno ironizzato sul fatto che, per discutere con il presidente della Regione con cui governa, Pepe debba passare prima dal congresso del suo partito.

Autonomia energetica e poteri del commissario

La questione dell'autonomia energetica e industriale della Basilicata è stata definita «quasi divertente» se non fosse per la sua gravità. Mentre Pepe parla di autonomia, il Governo nazionale, di cui la Lega fa parte, sembra agire in direzione opposta.

Il 4 settembre, la premier Giorgia Meloni avrebbe sollecitato la Basilicata a sostenere l'aumento della produzione nazionale di petrolio. Il 12 settembre, Antonio Tajani avrebbe dichiarato che nella regione si potrebbe triplicare l'estrazione di greggio.

Inoltre, con il decreto-legge n. 157 del 10 settembre, il Governo ha introdotto la possibilità di sostituire la Regione nei procedimenti estrattivi in caso di inerzia. Un commissario potrebbe assumere tali poteri. Il 15 ottobre, il Senato ha persino ampliato questi poteri, estendendoli ad atti di competenza regionale e degli enti locali.

Di fronte a questo scenario, Araneo e Verri hanno richiesto al presidente Bardi di riferire in Consiglio regionale prima del 9 novembre. La data è cruciale perché coincide con il termine per la conversione del decreto. Chiedono chiarimenti sulla posizione della Giunta riguardo all'ampliamento dei poteri del commissario. Sollecitano inoltre la valutazione di un'eventuale impugnazione della legge di conversione, qualora emergessero profili di illegittimità costituzionale.