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L'Umbria promuove la preservazione della fertilità con un atto di indirizzo per l'accesso alla crioconservazione degli ovociti. La proposta mira a sostenere economicamente la procedura e a rafforzare i centri dedicati.

Via libera alla preservazione della fertilità

L'Assemblea legislativa regionale dell'Umbria ha dato il suo assenso a un importante atto di indirizzo. La consigliera Sarah Bistocchi, esponente del Partito Democratico, ha presentato la proposta. L'obiettivo è promuovere attivamente la preservazione della fertilità. Si vuole garantire un più agevole accesso alla crioconservazione degli ovociti. Questo servizio sarà integrato nel sistema sanitario regionale.

La votazione ha visto un chiaro sostegno da parte della maggioranza. I voti favorevoli sono stati 12. Questi provenivano dalle forze di centrosinistra e dai gruppi civici che attualmente guidano la Giunta regionale. Il centrodestra ha scelto l'astensione, registrando quattro astensioni. La decisione segna un passo avanti per le politiche di supporto alla salute riproduttiva.

Dibattito e proposte sull'atto di indirizzo

Durante la seduta, è stata avanzata una proposta alternativa. La consigliera Eleonora Pace, del partito Fratelli d'Italia, ha suggerito di rinviare l'atto alla Commissione competente. Questa mossa mirava a un'ulteriore analisi tecnica e organizzativa. La proponente, Sarah Bistocchi, ha però respinto la richiesta. Ha chiarito che le questioni tecniche non rientrano nello scopo di un atto di indirizzo. Ha inoltre sottolineato che l'auspicio di una norma nazionale è già contemplato nel testo.

La mozione approvata impegna la Giunta regionale. Dovrà verificare la possibilità di offrire un sostegno economico. Questo aiuterà la crioconservazione degli ovociti a scopo precauzionale. Saranno definiti criteri di accesso. Questi si baseranno su età, appropriatezza clinica e condizioni economiche. Si valuterà l'uso di strumenti di compartecipazione basati sull'ISEE.

Potenziamento dei servizi e prospettive future

Un altro punto cruciale riguarda il Centro Pma di Pantalla. La mozione mira a rafforzarne il ruolo. Diventerà il polo regionale di riferimento per la preservazione della fertilità. Sarà necessario verificare il fabbisogno di personale. Anche le tecnologie, gli spazi e le risorse dovranno essere adeguati. L'obiettivo è garantire tempi di accesso rapidi e standard qualitativi elevati.

La regione si impegna anche a livello nazionale. Sosterrà, nelle sedi istituzionali, l'introduzione di una disciplina uniforme. Questo per evitare disparità basate su condizioni economiche o residenza. La mozione considera anche politiche integrate per la natalità. Queste includono servizi per l'infanzia e conciliazione vita-lavoro. Si affronteranno anche temi come il sostegno abitativo e il contrasto alla precarietà lavorativa. La salute riproduttiva è vista come parte integrante di queste politiche.

Si riconosce che il contrasto alla denatalità non può dipendere solo dalle tecniche di procreazione assistita. La preservazione della fertilità è un tassello importante. L'atto di indirizzo approvato dall'Assemblea legislativa dell'Umbria rappresenta un passo significativo. Mira a fornire strumenti concreti per supportare le scelte riproduttive dei cittadini.