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Dario Scotti, presidente di Riso Scotti, celebra i suoi 70 anni. L'azienda pavese, leader mondiale nel settore del riso, vanta una storia di sei generazioni e un forte legame con il territorio.

La storia di un'eccellenza pavese

La Riso Scotti, oggi punto di riferimento globale nell'industria del riso, affonda le sue radici nel lontano 1860. Tutto ebbe inizio grazie alla visione di Angelo Scotti, che scelse la coltivazione del riso anziché la produzione di biciclette a Villanterio. Questa decisione ha plasmato il futuro di Pavia, portando alla nascita di un'impresa che oggi esporta in 86 nazioni.

L'azienda è cresciuta esponenzialmente, trasformandosi da una modesta realtà agricola familiare a un colosso economico. Il fatturato supera i trecento milioni di euro (dati aggiornati al 2024). Cinque generazioni della famiglia Scotti si sono succedute alla guida, mantenendo un elevato standard qualitativo e integrando costantemente le più moderne tecnologie.

La guida di Dario Scotti e le nuove generazioni

Attualmente, l'azienda è presieduta da Dario Scotti. Egli ha assunto la carica di presidente nel 2004, succedendo al padre Ferdinando, ma la sua esperienza nel settore risale al 1984, quando divenne amministratore delegato. Il nome Scotti è diventato noto al grande pubblico anche grazie a campagne pubblicitarie televisive.

La sesta generazione è già attivamente coinvolta nella gestione. Valentina Scotti guida Riso Scotti Danubio come amministratore delegato. Francesca Scotti si occupa del marketing e della comunicazione digitale. Lucrezia Scotti è impegnata nell'espansione internazionale. Inoltre, cinque nipoti maschi sono destinati a proseguire la tradizione familiare.

Una giornata tipo tra passione e dedizione

Dario Scotti, che ha compiuto settant'anni a gennaio, mantiene un ritmo di lavoro intenso. La sua giornata inizia presto, con la sveglia alle 7.10 (tranne il venerdì). Alle 7.50 è già in ufficio, pronto per una riunione mattutina con i dirigenti. Questo incontro serve a ottenere una visione d'insieme delle attività. Successivamente, si dedica a riunioni più specifiche e a giri per gli uffici, interagendo con il personale.

«È indispensabile camminare, anche correre se serve», afferma Scotti. «È necessario per stare al passo con i tempi. Il lavoro comunque per me è ancora passione e creatività». La sua dedizione è evidente, uscendo dall'azienda solitamente verso le 19.05.

Passioni e legame con il territorio

Oltre al lavoro, Dario Scotti coltiva diverse passioni. Le motociclette sono un grande amore: utilizza una piccola Honda Monkey per spostarsi in città e una più potente Ducati Multistrada per raggiungere la madre in Liguria, evitando il traffico. La storia, in particolare il periodo delle due guerre mondiali, lo affascina profondamente.

La montagna rappresenta un luogo di libertà per lui. Appena possibile, si reca in quota, organizzando anche convention aziendali in rifugi alpini. Un esempio è stata la convention al rifugio Guglielmina in Valsesia, a 2880 metri di altitudine.

Lo sport è un altro ambito in cui l'azienda si impegna, sponsorizzando diverse discipline nel corso degli anni: ciclismo, calcio, pallavolo femminile e attualmente basket. «È un modo per mantenere un legame con la città», spiega Scotti.

L'azienda come entità sociale

Dario Scotti si sente profondamente legato alla Riso Scotti, definendosi «al servizio» dell'azienda. Considera l'impresa un'entità sociale con un ruolo cruciale nell'economia locale. L'azienda dà lavoro a quattrocento persone, collabora con duemila agricoltori e ha una vasta rete di esportatori internazionali.

La scultura di Leonardo da Vinci presente nel quartier generale, sebbene non indichi un'expertise artistica specifica, è legata a un'occasione legata a una mostra su Monna Lisa a Pavia. Scotti ha visto un collegamento tra il genio leonardesco, i Navigli e la tecnologia, elementi che rispecchiano l'identità dell'azienda.

Innovazione tecnologica e prodotti pionieristici

L'innovazione tecnologica è un pilastro fondamentale per Riso Scotti. La leadership nel settore è stata conquistata grazie a una costante attenzione all'evoluzione tecnologica, ai trend di mercato e alle esigenze dei consumatori. Dal 2000, l'azienda è stata pioniera nell'introduzione di prodotti come snack, pasta, olio e latte di riso, sostituti del pane e prodotti per la colazione senza lattosio.

L'introduzione del confezionamento sottovuoto è un altro esempio di innovazione. «Oggi è scontato ma all'epoca no», ricorda Scotti, citando lo slogan pubblicitario associato. L'azienda continua a investire in ricerca e sviluppo, con progetti top secret che riguardano macinazione di farine, produzione di bevande vegetali e tecnologie di cottura e sterilizzazione.

Progetti futuri e radici storiche

La collaborazione con l'Università di Pavia mira a ricostruire la storia del riso nella provincia. Inoltre, a Zerbolò, nel Parco del Ticino, è stata creata una Galleria del riso, un museo dedicato ai macchinari antichi che verrà ulteriormente sviluppato. La storia dell'azienda è un percorso di trasformazione da una piccola pileria artigiana a un gruppo europeo.

Le origini risalgono a Pietro Scotti, nato a Marudo nel 1835. Fu suo figlio Ercole a dare vita a una riseria acquistando i primi macchinari. Dopo la Prima Guerra Mondiale, nacque la Fratelli Scotti, con Gaetano e Angelo, che si occuparono anche della costruzione di biciclette. La svolta avvenne con l'acquisizione della riseria Soresina, trasferita a Villanterio da Angelo, che inventò soluzioni innovative per superare i limiti legati alla disponibilità d'acqua.

Nel 1953, la riseria si trasferì a Pavia, in zona Torretta. Ferdinando Scotti, figlio di Angelo, assunse la guida nel 1956, trasferendosi a Pavia. Fu con suo figlio Dario che l'azienda compì il suo più grande balzo, spostandosi nella sede attuale al bivio Vela e trasformandola in un polo produttivo e tecnologico all'avanguardia, con un nuovo stabilimento inaugurato nel 2004.

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