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Louisa Young, nipote di Jane Howard, celebra a Mantova il ritorno della saga dei Cazalet con "Le ore d'oro". Il nuovo romanzo espande la storia familiare, mantenendo lo spirito dell'opera originale ma con un tocco moderno.

Louisa Young: un legame familiare e letterario

Louisa Young, nipote della celebre autrice Jane Howard, ha portato a Mantova il suo ultimo lavoro, "Le ore d'oro". Questo libro segna la continuazione della fortunata saga dei Cazalet, una storia di famiglia che ha affascinato generazioni.

La saga dei Cazalet, originariamente creata da Jane Howard, narra le vicende di una famiglia dell'alta borghesia inglese. Le vicende si svolgono tra gli anni Trenta e la fine degli anni Cinquanta. Louisa Young ha sentito fin da subito un forte legame con questi personaggi.

«Ho amato da subito i Cazalet», ha dichiarato Louisa Young all'ANSA. Ha aggiunto che questo amore è nato anche se all'epoca aveva solo 11 o 12 anni. La scrittrice è figlia del fratello del primo marito di Elizabeth Jane Howard. Il personaggio di Hugo, presente nella saga, è ispirato proprio a suo padre.

L'eredità letteraria e la nuova trilogia

Cresciuta in un ambiente ricco di stimoli creativi, Louisa Young ha vissuto nella casa dove J.M. Barrie scrisse "Peter Pan". Prima di dedicarsi completamente alla scrittura, ha lavorato come giornalista e cantautrice. Ha già pubblicato 15 libri, inclusa una trilogia acclamata.

Elizabeth Jane Howard aveva lodato il primo volume della trilogia "My dear I wanted to tell you". Per Louisa Young, raccogliere il testimone della zia è stato un passaggio quasi naturale. Il Festivaletteratura di Mantova ha ospitato la presentazione del primo volume della sua nuova trilogia sui Cazalet.

"Le ore d'oro" (edito da Fazi) riprende la narrazione dagli anni Sessanta, arrivando fino al 1974. Il libro è appena uscito ed è già entrato nelle classifiche di vendita. L'idea di proseguire la saga è nata quasi per scherzo, durante una conversazione con il suo editore.

Un rapporto profondo con la zia Jane

Louisa Young ha raccontato il suo rapporto con la zia Jane. In famiglia, tutti la chiamavano semplicemente "Jane", riservando "Elizabeth Jane Howard" per la firma dei suoi libri. «Ero molto affezionata a lei», ha confessato la scrittrice.

Da bambina, trascorreva i fine settimana nella tenuta di sua zia. La ricorda come una figura affascinante, bellissima e glamour, sempre con una sigaretta in mano. Era una persona diretta, anche con i bambini.

Questo legame si è ulteriormente rafforzato in età adulta. Louisa Young passava interi fine settimana con lei. La bravura di Jane Howard come scrittrice è stata una fonte costante di ispirazione. Quando Louisa è diventata a sua volta una scrittrice, sua zia le ha offerto un supporto prezioso.

Un aiuto fondamentale è arrivato durante la stesura della biografia della nonna, Kathleen Scott. La nonna era stata sposata con l'esploratore dell'Antartide, il capitano Robert Scott. Louisa e Jane scrivevano insieme, ognuna con il proprio approccio.

«Io stavo facendo una biografia molto documentata di cose accadute vent'anni prima», ha spiegato Louisa. «Mia zia ne scriveva una versione rivisitata, da romanzo». Entrambe guardavano alla stessa figura femminile da prospettive diverse. Jane era più critica, mentre Louisa si basava sui racconti del padre. Questa dualità, secondo Louisa Young, si ritrova anche nei personaggi dei Cazalet, mai nettamente buoni o cattivi, ma sempre complessi.

Lo stile narrativo e il nuovo capitolo della saga

Riprendere i fili narrativi di 55 personaggi non è stato semplice. Louisa Young ha cercato di mantenere uno stile simile a quello della zia, ma con un approccio più moderno. Le frasi sono più brevi e il ritmo è più incalzante.

«Non ho imitato la scrittura di Jane, non ne ho fatto una copia», ha chiarito Louisa Young. Ha ammesso che uno stile simile è emerso naturalmente. La sua influenza è diventata evidente proprio mentre scriveva "Le ore d'oro".

La presentazione a Mantova ha visto la presenza anche del compagno di Louisa Young, Michel Faber, autore del romanzo "Il petalo cremisi e il bianco".

La saga dei Cazalet si era interrotta nel 1956 con il quinto volume, pubblicato poco prima della scomparsa di Jane Howard nel 2014. L'autrice è scomparsa all'età di 90 anni, dopo aver ottenuto un notevole successo postumo.

Ora, la narrazione riprende nel 1962. Louisa Young ha sottolineato come le donne dell'epoca fossero più indipendenti e avessero accesso al mondo del lavoro, cosa non sempre concepibile in passato. Personaggi come Polly, Louise e Clary, ormai vicini ai 40 anni, occupano un ruolo centrale.

La nuova generazione, rappresentata da personaggi di 17 e 18 anni, affronta i cambiamenti sociali. Una dinamica particolarmente interessante esplorata nel romanzo è quella tra madri e figlie, un rapporto complesso e spesso ossessivo. La storia continua ad esplorare le sfumature delle relazioni familiari e le evoluzioni della società.