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Siri Hustvedt ha presentato il suo ultimo libro "Storie di fantasmi" a Mantova, un'opera che esplora il lutto e la memoria del marito Paul Auster. La scrittrice ha condiviso aneddoti sulla loro lunga unione, sottolineando l'importanza del divertimento e della complicità nella loro relazione.

Il nuovo libro di Siri Hustvedt

È stato pubblicato 'Storie di fantasmi', l'ultima opera di Siri Hustvedt. Il libro è edito da Einaudi e conta 282 pagine. Il costo è di 20 euro.

La scrittrice ha ritrovato la stessa gioia che condivideva con il compianto Paul Auster. La loro complicità era fondata sul divertimento e sulla leggerezza. Questa unione è durata ben 43 anni.

Hustvedt si trova attualmente in Italia per il Festivaletteratura di Mantova 2026. Ha parlato del suo libro, 'Storie di fantasmi'. L'opera è stata scritta dopo la scomparsa di Paul Auster, avvenuta ad aprile 2024.

La scrittrice ha dichiarato all'ANSA: «Questo libro non è stata una scelta, ho dovuto farlo». La scrittura è diventata fondamentale per elaborare il suo lutto. Ha reso il processo di elaborazione «migliore».

La scrittura come elaborazione del lutto

«La scrittura mi ha aiutato», ha spiegato Hustvedt. Alla domanda su cosa le manchi di più del marito, la risposta è stata commovente: «Parlare con lui, toccarlo».

Le prime parole del libro recitano: «Io sono viva. Mio marito Paul Auster, no». Il volume contiene anche «cose orribili» affrontate insieme. Ci sono e-mail dalla «Città del cancro», lettere e pagine di diario.

Il libro narra del loro primo incontro, quando lei era una giovane poetessa. Descrive la quotidianità nella casa di Brooklyn. Lì scrivevano e leggevano ad alta voce le loro opere. Sedevano su due poltrone verdi.

Tra le pagine, si trova anche il futuro. Ci sono sette lettere inedite. Sono indirizzate al nipotino Miles, appena nato. Auster le scrisse consapevole del poco tempo rimastogli.

Il ricordo del divertimento e della complicità

«C'è una lettera a Miles in cui dice 'vorrei morire dicendo una barzelletta'», ha rivelato Hustvedt. Il piacere e il divertimento erano parte integrante del loro essere insieme. Le barzellette erano un elemento cruciale della loro storia.

Hustvedt aveva immaginato il libro come un collage. Voleva che contenesse anche la voce del marito. Lei aveva deciso a 13 anni di voler diventare una scrittrice.

Nel libro, la scrittrice afferma che le storie di fantasmi sono anche storie d'amore. Nei nove mesi di scrittura, è cresciuto un forte senso di gratitudine. La gratitudine per essersi sostenuti a vicenda per 43 anni.

«Naturalmente io avrei voluto avere Paul per ancora più tempo», ha aggiunto con un velo di tristezza.

Impegno politico e speranze per il futuro

Insieme, Hustvedt e Auster sono sempre stati impegnati in battaglie politiche. La scrittrice porta avanti questo impegno? «Noi abbiamo sempre una tendenza a separare la vita privata da quella collettiva, ma in realtà non sono diverse», ha risposto.

«Viviamo in una famiglia, viviamo nella collettività, viviamo nel mondo», ha continuato. Ha perso Auster come persona, ma anche come alleato politico. Si consultavano e discutevano.

La situazione attuale è «veramente molto minacciosa, molto complessa». Hustvedt continua a esprimere la sua opinione. «Penso che non si debba essere codardi», ha affermato. Molti dovrebbero «alzarsi e prendere posizione».

Paul Auster aveva speranze e paure. Nell'ultima lettera a Miles, scriveva: «Non so se la Repubblica sarà morta o sarà attaccata a un respiratore». La situazione politica attuale non è buona.

Attraverso le lettere, Auster anticipa un'altra era, quella in cui Miles sarà grande. Non si sa come sarà. Vorrebbero che Miles fosse uno scrittore, ma qualunque cosa faccia andrà bene.

Insieme ad altri scrittori, Paul Auster aveva creato un'associazione chiamata «Scrittori contro Trump». Il nome è poi cambiato in «Scrittori per le azioni democratiche».

Siri Hustvedt sarà presto negli Stati Uniti per un evento importante. Verrà premiata Heather Cox Richardson, una storica molto seguita. Le verrà assegnato il nuovo Gitlin-Auster Award for Democracy.

La scrittrice ha voluto chiarire un'esperienza vissuta dopo la morte del marito. Ha avuto un'«esperienza neurologica della presenza di Paul» una volta. Non è qualcosa che si può provocare.