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L'arte provocatoria di Gilbert & George sbarca a Mantova con una mostra che celebra quasi sessant'anni di carriera. L'esposizione, ospitata alla Sonnabend Collection, presenta opere iconiche che affrontano temi universali.

Un'immersione nell'arte di Gilbert & George

La città di Mantova accoglie un'importante esposizione dedicata al celebre duo artistico inglese, Gilbert & George. L'evento, inaugurato presso la Sonnabend Collection, nelle sale di Palazzo della Ragione, presenta un nucleo di otto opere significative. Questa mostra arriva quasi vent'anni dopo l'ultima grande retrospettiva italiana del duo.

L'occasione segna anche il svelamento del nuovo allestimento del percorso permanente della collezione. Questo si arricchisce con lavori di artisti di fama mondiale come Jeff Koons, Roy Lichtenstein e Andy Warhol. L'esposizione mantovana offre uno sguardo approfondito su quasi sei decenni di attività artistica.

Sessant'anni di provocazione e riflessione

Il legame tra Gilbert & George e la galleria Sonnabend vanta una lunga storia. Risale infatti al 1971, anno in cui la loro celebre performance The Singing Sculpture inaugurò la sede newyorkese della galleria. La mostra attuale ripercorre la loro carriera, esplorando temi centrali.

Vengono affrontati argomenti come il sesso, la politica, la religione, l'identità urbana e la mortalità. Il percorso espositivo è concepito per creare un dialogo diretto. Questo avviene tra le opere delle prime fasi creative e la produzione più recente degli artisti. L'obiettivo è offrire una visione completa della loro evoluzione artistica.

Opere emblematiche e temi universali

Tra le opere in mostra spicca The Bar II (1972). Si tratta di un lavoro monumentale, composto da 9 pannelli realizzati a carboncino su carta. L'opera appartiene alla Sonnabend Collection Foundation. Fu concepita come una «gigantesca lettera» al mondo. Mirava a riportare al centro della ricerca artistica i gesti e i luoghi della vita quotidiana.

Con Free-fall (2005), il duo adotta una struttura visiva a reticolo. Questa ricorda le vetrate delle cattedrali gotiche. Attraverso questa forma, affrontano i temi della globalizzazione urbana. L'opera Bale (2013) emerge con forza. Qui gli artisti, mascherati da guerrieri medievali, difendono la tolleranza e la laicità. Si oppongono ai fondamentalismi e alle discriminazioni.

L'impatto visivo diventa ancora più diretto in Piss off! (2014). In questo lavoro, attingono direttamente ai linguaggi della strada. Utilizzano graffiti e segnaletica. Affiancano ai cartelli scritte che criticano il fascismo e il nazionalismo. Promuovono anche la rivolta omosessuale.

Nuovi orizzonti tematici e visivi

Le opere più recenti presentate nella mostra segnano un'ulteriore espansione tematica per Gilbert & George. In Thrice (2019), i due artisti si muovono all'interno di un paesaggio lussureggiante e psichedelico. Questo viene rappresentato come un paradiso laico, privo di peccato originale.

Con Free Hk (2020), ambientata nel loro quartiere di Spitalfields, accostano ideogrammi cinesi. Includono la bandiera britannica e icone della cultura pop urbana. Esempi sono emoji e buste di marijuana. L'opera X (2022), che conclude il focus espositivo, è una sintesi brutalmente poetica. Unisce il concetto di memento mori all'idea dell'arte come performance. Questa coincide con la vita stessa.