Condividi
AD: article-top (horizontal)

Agricoltori lucani partecipano a una manifestazione al Brennero per chiedere modifiche al codice doganale. L'obiettivo è recuperare potenziali 20 miliardi di euro e tutelare il 'Made in Italy' autentico.

Agricoltori lucani al Brennero per il codice doganale

Una nutrita delegazione di agricoltori provenienti dalla Basilicata ha raggiunto il Brennero. Hanno aderito alla protesta organizzata dalla Coldiretti. L'evento ha visto la partecipazione di circa diecimila persone. L'obiettivo comune è contrastare un codice doganale considerato distorto. Lo ha evidenziato Antonio Pessolani, presidente di Coldiretti Basilicata.

La mobilitazione mira a ottenere modifiche legislative significative. Queste potrebbero avere un impatto economico notevole sul settore agricolo. La questione è di primaria importanza per la sopravvivenza e la prosperità degli agricoltori italiani.

Recuperare 20 miliardi di euro con nuove norme

Secondo le stime fornite da Coldiretti, il recupero di circa 20 miliardi di euro sarebbe possibile. Questo traguardo finanziario potrebbe essere raggiunto attraverso una modifica della norma relativa all'ultima trasformazione sostanziale. Tale norma è attualmente inclusa nel codice doganale. In un periodo caratterizzato da elevati costi di produzione, queste risorse aggiuntive potrebbero offrire un sollievo concreto. Inoltre, contribuirebbero a mitigare l'aumento dei prezzi per i consumatori finali.

La proposta di modifica normativa è vista come una leva strategica. Permetterebbe di sostenere gli agricoltori in un momento di particolare difficoltà economica. L'impatto positivo si estenderebbe a tutta la catena alimentare.

Tutela del 'Made in Italy' e reddito agricolo

Per Coldiretti Basilicata, la modifica dell'ultima trasformazione sostanziale è cruciale. È fondamentale anche l'articolo che regolerà la vendita dei prodotti. Solo chi produce alimenti in Italia e li trasforma in uno stabilimento nazionale potrà utilizzare il marchio 'Made in Italy'. Questa distinzione è vista come una questione di dignità e giustizia sociale. Soprattutto, rappresenta una garanzia di reddito per gli agricoltori. Si prevede un aumento della domanda di prodotti italiani autentici. Questi potranno essere venduti a un prezzo equo, valorizzando la qualità.

La tutela del marchio 'Made in Italy' è essenziale per preservare l'immagine e il valore dei prodotti agroalimentari italiani. La nuova normativa mira a prevenire frodi e contraffazioni.

Lotta all'inganno e difesa della filiera

La protesta al Brennero affronta diverse problematiche urgenti. Tra queste, la lotta ai prodotti 'fake' che minano l'immagine del 'Made in Italy'. Si chiede inoltre di garantire un prezzo giusto agli agricoltori. Questi sono duramente colpiti dall'aumento dei costi di produzione, esacerbato dai conflitti internazionali. La difesa della filiera agroalimentare, un settore che vale 707 miliardi di euro e impiega quattro milioni di persone, è considerata vitale. Questa filiera è un asset strategico per la sicurezza nazionale, un pilastro dell'economia e dell'identità del paese.

La resilienza della filiera agroalimentare è fondamentale per garantire la stabilità economica e sociale. La sua protezione è un dovere per il futuro del paese.

Domande frequenti

Cosa chiede Coldiretti Basilicata riguardo al codice doganale?

Coldiretti Basilicata chiede la modifica della norma sull'ultima trasformazione sostanziale nel codice doganale. L'obiettivo è permettere la vendita con marchio 'Made in Italy' solo ai prodotti trasformati in stabilimenti italiani da materie prime nazionali. Questo per garantire un giusto reddito agli agricoltori e tutelare l'autenticità dei prodotti.

Qual è il potenziale impatto economico della modifica proposta?

Secondo Coldiretti, la modifica normativa potrebbe portare al recupero di circa 20 miliardi di euro. Queste risorse aggiuntive potrebbero aiutare a mitigare l'aumento dei costi di produzione e contrastare l'inflazione dei prezzi al consumo.

AD: article-bottom (horizontal)