Centinaia di agricoltori umbri hanno partecipato a una mobilitazione al Brennero per difendere il settore agroalimentare italiano. Le richieste principali riguardano la trasparenza sull'origine dei prodotti e la revisione di una norma del codice doganale che penalizza il lavoro locale.
Protesta per trasparenza e costi agricoli
Le imprese agricole italiane affrontano costi di produzione in aumento. L'energia, il gasolio e i fertilizzanti sono aumentati notevolmente. Questo rende difficile l'approvvigionamento e rischia di compromettere le semine. La situazione attuale favorisce l'aumento dei prezzi al consumo. Si teme anche una maggiore diffusione di cibi ultra-trasformati.
La Coldiretti ha analizzato la situazione al Brennero. Qui si è svolta una mobilitazione di circa diecimila agricoltori. Provenivano da tutte le regioni d'Italia. Erano presenti il presidente Ettore Prandini e il segretario generale Vincenzo Gesmundo.
Agricoltori umbri al Brennero per l'agroalimentare
Albano Agabiti, presidente di Coldiretti Umbria, ha sottolineato la presenza di centinaia di agricoltori umbri. La loro presenza al Brennero è volta a tutelare l'agroalimentare. Questa filiera è strategica per l'Italia. Il suo valore ammonta a 707 miliardi di euro.
L'obiettivo della protesta è garantire la trasparenza sull'origine degli alimenti. Si chiede la modifica di una norma del codice doganale. Questa norma, basata sul principio dell'ultima trasformazione sostanziale, permette di etichettare come italiano un prodotto non originario. Si chiede anche di rafforzare strumenti come i contratti di filiera. Questi contratti mirano a garantire equità nella catena del valore.
Revisione normativa e lotta alle agromafie
Mario Rossi, direttore di Coldiretti Umbria, ha definito la revisione della normativa sull'ultima trasformazione sostanziale come la madre di tutte le battaglie sindacali. Questo meccanismo penalizza il lavoro agricolo. Altera la trasparenza del mercato e indebolisce il sistema produttivo. Inganna i consumatori.
La difesa del lavoro agricolo passa attraverso questa riforma. Permette di evitare inganni commerciali. Si chiede inoltre l'etichetta d'origine su tutti i prodotti alimentari venduti in Europa. La mobilitazione è anche un'occasione per rilanciare un risultato importante: l'approvazione della legge sui reati agroalimentari. Questa legge è fondamentale per combattere le agromafie.
Sovranità alimentare e difesa del Made in Italy
Dominga Cotarella, presidente di Coldiretti Terni, ha evidenziato l'importanza della legge sui reati agroalimentari. Ispirata alla Legge Caselli, è frutto di oltre dieci anni di impegno. Rafforza la lotta alle agromafie e garantisce chiarezza nella filiera. Il cibo è una componente strategica per la sicurezza nazionale. L'origine dei prodotti incide sulla sovranità economica del Paese.
Difendere il Made in Italy significa tutelare il lavoro delle imprese agricole. Queste imprese sono sempre più multifunzionali. Significa anche proteggere il futuro dei territori. Anna Chiacchierini, presidente di Coldiretti Perugia, ha ricordato le difficoltà del settore. Già colpito dalla guerra e dalle tensioni internazionali, ora affronta l'impennata dei costi. L'ingresso di prodotti esteri spacciati per italiani rischia di mettere in crisi la produzione nazionale di cibo sano.