La destra sudtirolese, tramite i Freiheitlichen e l'SVP, respinge le dichiarazioni del Ministro degli Esteri Antonio Tajani. La questione centrale è il diritto all'autodeterminazione, considerato un pilastro del diritto internazionale e fondamento dell'autonomia altoatesina.
Destra sudtirolese difende il diritto all'autodeterminazione
I partiti di destra dell'Alto Adige, Freiheitlichen e Stf, hanno espresso forte dissenso. Hanno replicato alle affermazioni del Ministro degli Esteri, Antonio Tajani. Le dichiarazioni riguardavano un convegno organizzato dall'Afd sull'Alto Adige. L'evento celebrava anche gli 80 anni dell'Accordo di Parigi. I Freiheitlichen hanno ribadito con forza un principio fondamentale. Il diritto all'autodeterminazione è un elemento cardine del diritto internazionale. Nessun rappresentante politico, né gli assessori provinciali Galateo e Bianchi, né lo stesso Ministro Tajani, possono ignorare tale diritto. Esso rappresenta la base normativa per l'operato del Ministro. Costituisce anche un fondamento delle relazioni diplomatiche. Inoltre, è uno dei pilastri dell'unificazione italiana. Queste sono le parole dei Freiheitlichen. Il partito altoatesino vedrà la partecipazione del suo vice presidente, Otto Mahlknecht. Egli interverrà al convegno dell'Afd a Berlino. I Freiheitlichen, insieme all'assessora Ulli Mair, compongono la Giunta provinciale. La compagine include anche Svp e il centrodestra.
Sviluppo autonomia e condanna allarmismo
La nota dei Freiheitlichen prosegue analizzando la loro posizione storica. Finora, il partito non aveva mai rivendicato concretamente il diritto all'autodeterminazione. La loro strategia puntava allo sviluppo dell'autonomia altoatesina. L'obiettivo era una maggiore indipendenza. Questo processo doveva avvenire nel pieno rispetto dei principi democratici. Era fondamentale il coinvolgimento di tutti e tre i gruppi linguistici presenti. La visione del partito è chiara. Credono nello sviluppo dell'autonomia. Questo avverrà attraverso il consenso di tutte le componenti linguistiche. La via da percorrere è quella negoziale. Contemporaneamente, il partito condanna fermamente ogni tentativo di destabilizzazione. Non accettano l'influenza negativa sul clima politico locale. Rifiutano l'uso dell'allarmismo e della divisione etnica. Queste azioni sono dannose per la regione.
Mahlknecht: "Polverone infondato", evento legittimo
Otto Mahlknecht, relatore al convegno di Berlino, ha commentato la vicenda. Interpellato dall'ANSA, ha definito il dibattito suscitato come un "polverone infondato". L'evento, ha spiegato, commemora l'80° anniversario dell'Accordo Gruber-De Gasperi. Questo accordo riveste un'importanza storica e politica cruciale. Ha un impatto significativo per l'Alto Adige, l'Austria e l'Italia. Ricordare questo patto è, secondo Mahlknecht, un'azione legittima e necessaria. Egli ha respinto categoricamente l'idea che il suo intervento possa essere interpretato come un'azione secessionista. Non intende mettere in discussione le relazioni tra Italia, Austria e Germania. Il suo discorso si concentrerà sulla genesi e sul significato dell'accordo. Analizzerà anche l'evoluzione dell'autonomia altoatesina fino ai giorni nostri. Mahlknecht si è detto disponibile a presentare la stessa relazione a Roma. Potrebbe farlo davanti ai deputati di Forza Italia e Fratelli d'Italia.
SVP: Autonomia è tutela, ma non appartenere all'Italia è la miglior difesa
Anche la Süd-Tiroler Freiheit (SVP) interviene sulla questione. Questo partito di opposizione è stato fondato da Eva Klotz. Recentemente, ha ospitato un esponente dell'Afd. L'incontro si è tenuto durante un'assemblea del movimento giovanile del partito. Il consigliere provinciale Sven Knoll ha espresso la sua posizione. I continui attacchi all'autonomia sono una prova evidente. Dimostrano che l'Alto Adige non avrà mai un futuro sicuro all'interno dell'Italia. L'autonomia, ha sottolineato Knoll, serve a tutelare il gruppo etnico locale. Lo fa all'interno dello Stato italiano. Tuttavia, la miglior forma di protezione per la popolazione sudtirolese dall'Italia è, secondo lui, non appartenere all'Italia stessa. Questa affermazione sottolinea una visione politica radicale.