L'ex presidente della Provincia di Bolzano, Luis Durnwalder, festeggia 85 anni e interviene nel dibattito sull'autonomia altoatesina. Rifiuta categoricamente i suggerimenti del partito tedesco AfD, sottolineando la solidità degli accordi presi con l'Italia e l'importanza di sviluppare l'autonomia all'interno dello Stato.
Durnwalder respinge l'interferenza dell'AfD sull'autonomia
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha segnalato l'appoggio dell'Alternative für Deutschland (AfD) ai secessionisti sudtirolesi. Luis Durnwalder, ex presidente della Provincia di Bolzano per venticinque anni, commenta la situazione. Non si mostra sorpreso da tale alleanza. Tuttavia, dichiara con fermezza: «Noi non abbiamo bisogno dei suggerimenti di quel partito».
Durnwalder, che ha compiuto 85 anni, continua a seguire attentamente le vicende legate all'autonomia dell'Alto Adige. Anche se non ricopre più cariche ufficiali, la sua influenza e il suo interesse rimangono significativi. La sua opinione è sempre stata molto ascoltata nel territorio.
Accordi consolidati con Roma e Vienna
Intervistato dal quotidiano Alto Adige, l'ex presidente non usa mezzi termini nei confronti del partito di estrema destra tedesco. «Io so, ma immagino anche la Svp», afferma, riferendosi alla Südtiroler Volkspartei. «Qui si sono fatti accordi seri». Ribadisce che l'autodeterminazione è un diritto teorico per tutti i popoli. Tuttavia, le intese già raggiunte tra Alto Adige, Roma e Vienna sono state formalmente firmate e accettate da tutte le parti.
Questi accordi stabiliscono chiaramente che l'autonomia deve progredire all'interno dei confini dello Stato italiano. L'obiettivo non è la separazione o la creazione di nuove entità territoriali. L'enfasi è posta sullo sviluppo interno e sul rafforzamento delle competenze regionali.
Pace e benessere, non confini da spostare
«L'Italia ha rispettato i patti», sottolinea Durnwalder. «E noi rispettiamo gli stessi patti». L'ex presidente evidenzia la volontà di perseguire pace e benessere per la regione. L'idea di spostare confini o creare tensioni territoriali è nettamente respinta. «E AfD pensi a sé che noi pensiamo a noi», conclude, invitando il partito tedesco a concentrarsi sulle proprie questioni interne.
Questa dichiarazione segna una netta presa di posizione contro interferenze esterne. Ribadisce la sovranità delle decisioni prese a livello locale e nazionale. La priorità resta la stabilità e la prosperità dell'Alto Adige.
Riflessioni sui passaggi politici cruciali
Durnwalder è stato un testimone diretto di momenti politici decisivi per la storia dell'Alto Adige. Ricorda il suo iniziale «no» al cosiddetto «Pacchetto dell'autonomia». Questo fu un punto di attrito con Silvius Magnago, figura storica del partito sudtirolese. Magnago gli rinfacciò spesso questa posizione. Tuttavia, l'ex presidente ammette di aver successivamente cambiato idea sul Pacchetto. Questo cambiamento portò anche a una riconciliazione con Magnago: «io ho cambiato idea sul Pacchetto e lui ha cambiato idea su di me».
Questi episodi evidenziano la complessità delle dinamiche politiche e la capacità di evoluzione delle posizioni nel tempo. La maturità politica si manifesta anche nella capacità di rivedere le proprie convinzioni.
I rapporti con i politici italiani
Nel corso degli anni, Durnwalder ha intrattenuto rapporti e trattative con numerosi politici italiani. Tra questi, emergono due figure in particolare. «Tra tutti Giulio Andreotti», ricorda. Lo descrive come una «mente fina». Andreotti era in grado di comprendere le complicate questioni altoatesine prima ancora che gli venissero spiegate. La sua acuta intelligenza politica facilitava il dialogo.
Non può dimenticare neanche Romano Prodi. Sia quando ricopriva il ruolo di commissario europeo, sia quando era Presidente del Consiglio. Prodi fu fondamentale nel facilitare l'approvazione di molte norme di attuazione richieste dall'Alto Adige. Queste norme erano considerate strategiche per lo sviluppo regionale. Il suo sostegno fu determinante per il territorio.