La gestione della Società Sviluppo Europa Marche (Svem) è al centro delle critiche del consigliere regionale Pd Fabrizio Cesetti. Secondo Cesetti, la recente delibera della giunta è tardiva e non risolutiva, mancando una modifica sostanziale alla legge istitutiva.
Critiche alla gestione Svem
Il consigliere regionale del Partito Democratico, Fabrizio Cesetti, ha espresso forte disappunto riguardo a una recente delibera della giunta regionale. La decisione, focalizzata sulla Società Sviluppo Europa Marche (Svem), è stata definita da Cesetti come «tardiva e insufficiente».
La Svem, ente che tra le altre cose gestisce i fondi europei destinati alla Regione, sarebbe dovuta essere oggetto di interventi più incisivi. Cesetti sostiene che l'approvazione dei suoi emendamenti avrebbe potuto prevenire spiacevoli scandali e significativi danni economici.
Intervento della giunta giudicato inadeguato
Secondo il consigliere, l'azione intrapresa dalla giunta regionale giunge con un ritardo inaccettabile. La delibera numero 1202, datata 28 settembre, è stata approvata in fretta per rispondere alle indicazioni della Corte dei Conti. Tuttavia, questo intervento è arrivato quando ormai il tempo utile era trascorso.
Il Rendiconto generale della Regione Marche, discusso il giorno precedente in Aula, avrebbe dovuto rappresentare il momento ideale per un'azione concreta. L'obiettivo sarebbe dovuto essere la modifica diretta della legge istitutiva della Svem. Invece, l'esecutivo si è limitato ad atti di intenti o a misure di facciata, incapaci di risolvere le problematiche sottostanti.
Le indicazioni della Corte dei Conti
Le critiche di Cesetti trovano fondamento nelle evidenze sollevate dalla Corte dei Conti. L'organo di controllo ha segnalato una situazione preoccupante riguardo alla Svem. La società, infatti, si affida in modo significativo a collaborazioni esterne e servizi di supporto.
Questa dipendenza dall'esterno contrasta palesemente con la normativa vigente. La Corte dei Conti ha ribadito la necessità che la Regione intensifichi le proprie attività di indirizzo e vigilanza. Tali azioni devono essere conformi ai principi del Testo Unico sulle società partecipate (Tusp). Lo scopo finale è la razionalizzazione e la riduzione della spesa pubblica.
La situazione attuale della Svem, secondo le analisi, non rispetta questi principi fondamentali. La mancanza di un'azione decisa e tempestiva da parte della giunta regionale rischia di perpetuare inefficienze e potenziali sprechi di risorse pubbliche. Il consigliere Cesetti auspica quindi un ripensamento delle strategie adottate per garantire una gestione più oculata ed efficace dei fondi europei e delle società partecipate.