Nuova pubblicazione postuma per Trevisan
A due anni dalla scomparsa dello scrittore Vitaliano Trevisan (1960-2022), Einaudi celebra la sua opera con la pubblicazione della "Trilogia di Thomas". Il volume raccoglie tre testi fondamentali dell'autore vicentino: "Il ponte", "I quindicimila passi" e "Un mondo meraviglioso".
Questi lavori, definiti dallo stesso Trevisan «i miei primi tre non romanzi», esplorano una concezione della scrittura libera da schemi predefiniti, sfidando le convenzioni narrative e la struttura della trama tradizionale. L'uscita del libro coincide con il secondo anniversario della morte dell'artista, avvenuta a Crespadoro il 7 gennaio 2022.
Thomas: protagonista e omaggio letterario
Al centro della trilogia vi è il personaggio di Thomas, un nome scelto da Trevisan come tributo a Thomas Bernhard, autore austriaco considerato uno dei suoi maestri, insieme a Samuel Beckett. Dallo scrittore austriaco, Trevisan riprende la voce monologante, ossessiva e percussiva, adattandola al proprio stile.
Thomas è un personaggio scisso, tormentato da pensieri ricorrenti sulla morte e da un profondo spaesamento esistenziale. Questa condizione gli permette però di osservare la realtà con uno sguardo lucido, critico e disincantato, capace di sezionare l'ipocrisia della provincia vicentina e di demitizzare concetti come famiglia, religione e patria.
Il percorso fisico e la provincia vicentina
La narrazione dei tre "non romanzi", pur essendo fortemente digressiva, è tenuta insieme non solo dalla voce di Thomas, ma anche dal percorso fisico che il protagonista compie. "Un mondo meraviglioso" si svolge prevalentemente all'interno delle mura di Vicenza, "I quindicimila passi" esplora sia l'interno che l'esterno della città, mentre "Il ponte" attraversa le aree periferiche della provincia.
Trevisan indaga come il paesaggio concreto influenzi il pensiero e la percezione del protagonista. Un esempio di questo legame è l'aneddoto riportato dal giornalista Antonio Stefani, che ricorda Trevisan percorrere a piedi la strada da Cavazzale a Vicenza durante la stesura de "I quindicimila passi", verificando il numero di passi e commentando sarcasticamente la mancanza di marciapiedi.
Evoluzione stilistica e la scrittura come fede
Dopo la "Trilogia di Thomas", la produzione di Vitaliano Trevisan prosegue con opere come "Works" e "Black Tulips". In particolare, "Il ponte" segna un punto di svolta, con un'invettiva politica contro l'insensatezza del mondo. In queste opere successive, Trevisan abbandona l'alter ego Thomas, alleggerisce la voce narrante e adotta uno stile più arioso, pur mantenendo il suo inconfondibile ritmo musicale.
La scrittura rimane la ragione di vita di Trevisan, definita una «fede senza speranza». Come afferma Thomas in "Un mondo meraviglioso", «Scrivere vivere non scrivere non vivere», sottolineando l'inscindibile legame tra l'atto creativo e l'esistenza stessa.
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