A Vicenza si commemora il ventennale dalla scomparsa di Virgilio Scapin, figura poliedrica di scrittore, libraio e attore. La sua eredità culturale viene celebrata attraverso iniziative che mantengono viva la memoria di un uomo amato e apprezzato.
Commemorazione di Virgilio Scapin a Vicenza
Sono trascorsi vent'anni dalla scomparsa di Virgilio Scapin, avvenuta il 27 dicembre 2006. L'uomo, nato l'11 luglio 1932, ci ha lasciati all'età di 74 anni. La sua figura è stata quella di uno scrittore prolifico, un libraio appassionato e un attore carismatico. La sua morte lasciò un vuoto nella comunità vicentina.
Nonostante la sua popolarità, il suo funerale nella Cattedrale di Vicenza vide la chiesa gremita, ma senza discorsi commemorativi. Questa assenza di tributi pubblici immediati fu percepita da molti come una mancanza. La decisione successiva di collocarlo nel famedio cittadino rappresentò un parziale riconoscimento del suo valore.
La lapide in contrà Do Rode: un ricordo perenne
L'unica commemorazione pubblica di rilievo si è svolta il 6 maggio 2011. In quell'occasione, presso la Sala Stucchi, fu inaugurata una lapide in sua memoria. Questa si trova in contrà Do Rode, al civico 21, proprio dove sorgeva la sua celebre libreria. Il testo della lapide è stato curato dal professor Sergio Perosa.
Alla cerimonia partecipò un vasto pubblico, inclusi membri della Confraternita del baccalà, di cui Scapin era stato priore. La lapide, realizzata in marmo bianco e pesante 150 chili, è opera di Roberto Masiero. Lo stesso artista aveva precedentemente realizzato il monumento per il "Giorno del ricordo" nel cimitero maggiore. Questo segno tangibile serve a contrastare l'oblio e a mantenere viva la memoria di un intellettuale.
La libreria "Due Ruote": un salotto culturale
La libreria di Scapin, denominata "Due Ruote", fu per ben quarant'anni un vero e proprio salotto letterario. Divenne un punto d'incontro per numerosi scrittori di spicco. Tra i frequentatori abituali si annoverano nomi come Parise, Comisso, Piovene, Pozza, Bandini e Volponi. Successivamente, con l'avvio della sua carriera di attore, il locale attirò anche registi e attori famosi.
Tra questi si ricordano Scola, Tognazzi, Sordi e Cardinale. La lapide stessa recita: "Nella libreria Due Ruote / fece casa e bottega d'arte / incontro di amici e scrittori". Queste parole sottolineano la duplice vocazione del locale: un luogo di commercio ma anche un centro pulsante di attività artistiche e di aggregazione.
L'amicizia con Sergio Perosa e gli esordi letterari
L'effigie in bronzo sulla lapide è una caricatura, dono di Nereo Quagliato, amico di lunga data. L'opera deriva da una terracotta del 1971 che Scapin conservava. Il marmo turco che la compone porta l'impronta di due amici cari. Tra questi, Sergio Perosa, critico letterario anglo-americano e professore emerito all'Università Ca' Foscari. Perosa e Scapin condividevano un passato da compagni di studi. Avevano persino diviso una stanza nella foresteria dell'università.
Il loro legame si rafforzò grazie all'interesse comune per la narrativa americana. Entrambi beneficiarono di borse di studio a Roma e parteciparono a un soggiorno di studio a Londra. Mentre Perosa si dedicava allo studio, Scapin si immergeva nella vita goliardica veneziana.
"Il chierico provvisorio": un'opera che scosse la città
Scapin abbandonò improvvisamente gli studi universitari. Inizialmente, sembrava essersi dedicato alla tabaccheria paterna. Poi, con sorpresa, presentò al pubblico il suo romanzo "Il chierico provvisorio". Quest'opera, pur non avendo l'impatto dirompente di "Gente di mare" di Parise, rappresentò una "bella botta" per la Vicenza dell'epoca, considerata allora piuttosto bigotta. Il libro rivelò le complessità e le lacerazioni della sua giovinezza.
Virgilio Scapin raccontò di aver mostrato alcune pagine del suo futuro romanzo a Neri Pozza. Quest'ultimo gli consigliò ironicamente di "darmi all'ippica". Questo suggerimento, anziché scoraggiarlo, lo galvanizzò. Decise di proseguire nella scrittura e si presentò a Comisso. L'incontro con Comisso fu positivo. Insieme, raggiunsero Longanesi, dove incontrarono anche Parise. Questa "rimpatriata" portò alla pubblicazione de "Il chierico provvisorio", segnando l'inizio di una carriera letteraria ininterrotta.
La bibliografia di Virgilio Scapin
Il suo primo romanzo, "Il chierico provvisorio", fu pubblicato nel 1962. Seguirono altre opere significative: "Supermarket provinciale" (1969), "I magnasoete" (1976), "La giostra degli arcangeli" (1983), "Il bastone a calice" (1994), "Una maschia gioventù" (1998) e "Cattivi pensieri" (2000). Con "Il bastone a calice", Scapin raggiunse la cinquina dei finalisti del prestigioso Premio Campiello.
Nonostante i successi nel romanzo, il racconto breve sembrava essere la forma letteraria a lui più congeniale. Il suo amico Fernando Bandini, compagno di studi fin dalle elementari, considerava "I magnasoete" il suo libro più bello. In quest'opera emergeva "il grande amore di Virgilio per la campagna", la sua sensibilità per i colori e gli odori della natura, e il suo piacere nel camminare tra i vigneti. Bandini ricordava Scapin per la sua "contagiosa gioia di vivere".
"I magnasoete" e l'amore per la campagna vicentina
Bandini descriveva Scapin come appartenente a una "particolare specie di uomini". Uomini che trovavano la loro felicità nel condividere momenti con gli altri e nel godere della loro compagnia. "I magnasoete" è considerato un'opera chiave per comprendere il legame profondo di Scapin con il territorio vicentino. Il libro cattura l'essenza della campagna, i suoi profumi, i suoi colori e l'atmosfera rurale.
L'eredità di Virgilio Scapin non si limita alla sua produzione letteraria. La sua libreria "Due Ruote" è rimasta un simbolo di un'epoca e di un modo di intendere la cultura come condivisione. La sua figura poliedrica continua a ispirare, ricordando l'importanza della gioia di vivere e dell'impegno culturale.
Domande frequenti su Virgilio Scapin
Chi era Virgilio Scapin?
Virgilio Scapin (1932-2006) è stato uno scrittore, libraio e attore italiano, originario di Vicenza. È noto per i suoi romanzi e racconti, tra cui "Il chierico provvisorio" e "I magnasoete", e per aver gestito per quarant'anni la libreria "Due Ruote" a Vicenza, un importante centro culturale.
Quando è morta Virgilio Scapin?
Virgilio Scapin è morto il 27 dicembre 2006, all'età di 74 anni.