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La guerra nel Golfo Persico sta causando un aumento significativo dei prezzi di beni essenziali come cibo e carburante a Vicenza. I rincari, già evidenti a marzo, potrebbero peggiorare ulteriormente.

Aumenti dei prezzi dei carburanti a Vicenza

Il costo dei carburanti ha subito un notevole incremento. Tra febbraio e marzo, i prezzi sono saliti del 7,9%. Questo dato emerge dall'ufficio Statistica del Comune. La tendenza al rialzo si osserva anche su base annua. Da marzo 2025 a marzo 2026, l'aumento complessivo è del 4%. Il settore dei trasporti in generale ha visto un aumento del 2,4% mensile.

Anche le spese per l'abitazione sono aumentate. Elettricità, gas e altri combustibili hanno registrato un +1,9% mensile. Il gas, in particolare, è aumentato del 5,8%. Nonostante questo, su base annua, si nota ancora un calo del 12,4% per il gas.

Costo della spesa alimentare in crescita

Fare la spesa è diventato più oneroso per i cittadini. L'instabilità geopolitica influisce negativamente sul carrello della spesa. Cibo e bevande analcoliche hanno visto un aumento del 2,8% negli ultimi dodici mesi. La frutta fresca e secca ha registrato rincari ancora maggiori. Si parla di un +3,3% tra febbraio e marzo. Su base annua, l'aumento è del 2,9%.

Anche i medicinali hanno visto un lieve aumento. Il prezzo è cresciuto dello 0,1% su base mensile. La sanità, in generale, è aumentata del 2,8% in un anno. Questi aumenti colpiscono beni di prima necessità.

Aumenti anche per cultura e tempo libero

Le spese non essenziali hanno subito aumenti ancora più marcati. Il settore ricreativo, sportivo e culturale ha visto un incremento significativo. Musei, biblioteche e siti culturali sono aumentati del 2,4% in un mese. Su base annua, l'incremento è del 4,2%.

Uscire a cena fuori costa di più. I prezzi dei ristoranti sono aumentati del 2,2% rispetto all'anno precedente. Un dato sorprendente riguarda gioielli e orologi. Questi beni di lusso hanno visto un aumento del 3,7% mensile. Su base annua, il rincaro è addirittura del 22%.

Prospettive economiche negative a causa della guerra

Il Fondo Monetario Internazionale ha sottolineato le ripercussioni economiche della guerra. La crescita in Italia è prevista rallentare allo 0,5% per il 2026 e 2027. Questo è dovuto al conflitto in corso. Il Prodotto Interno Lordo (PIL) globale sta subendo una contrazione.

Anche se la guerra dovesse terminare presto, l'effetto sulle forniture energetiche globali persisterebbe. Si parla di uno shock paragonabile a quello del 1974. I prezzi delle materie prime energetiche dovrebbero aumentare del 19% nel 2026. Il petrolio potrebbe salire del 21,4%.

In uno scenario più grave, gli aumenti sarebbero ancora più drastici. Il petrolio potrebbe raddoppiare di prezzo nel 2026. Il gas in Europa e Asia potrebbe triplicare. Le materie prime alimentari potrebbero aumentare del 5% nel 2026 e del 10% nel 2027.

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