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La guerra in Medio Oriente sta avendo un impatto significativo sui bilanci delle famiglie vicentine, con un aumento dei costi stimato in circa 500 euro a causa dell'inflazione. Le tensioni geopolitiche minacciano di erodere ulteriormente il potere d'acquisto, con scenari preoccupanti per il futuro.

Aumento dei costi per le famiglie vicentine

Le tensioni in Medio Oriente stanno prosciugando le finanze dei residenti di Vicenza. Il centro studi della Cisl ha quantificato l'impatto negativo. Il protrarsi dei conflitti potrebbe causare un esborso aggiuntivo di circa 500 euro per nucleo familiare entro la fine dell'anno. Questo dato emerge da un'analisi che collega l'inflazione all'aumento dei prezzi di energia e trasporti.

Questi settori rappresentano quasi la metà della spesa media familiare. Già nei primi mesi dell'anno, l'incremento dei prezzi ha mostrato una tendenza al rialzo. La situazione è monitorata attentamente dai sindacati per comprendere le future ripercussioni economiche.

Analisi storica dell'inflazione a Vicenza

Un rapporto dettagliato, curato da Stefano Dal Pra Caputo e Francesco Peron, ha evidenziato come l'inflazione in provincia di Vicenza sia cresciuta del 22,1% negli ultimi dieci anni. Le spese per utenze e prodotti per la casa hanno visto un aumento del 39%. Anche i generi alimentari sono aumentati del 33%. Ristorazione e servizi ricettivi hanno registrato un +27%. I trasporti sono saliti del 26%.

In controtendenza, le spese per comunicazioni sono diminuite del 34%. L'istruzione ha visto un calo del 9%. I costi per abbigliamento e calzature sono rimasti sostanzialmente stabili (+4%). L'analisi è stata presentata presso la sede della Cisl in via Carducci.

Cause dell'impennata dei prezzi

L'aumento dell'inflazione non è stato graduale, ma repentino. La causa scatenante è stata l'invasione dell'Ucraina da parte della Russia. Questo evento ha provocato un boom dei costi energetici. Tra il 2022 e il 2023, luce e gas sono aumentati del 70%. Questo shock ha eroso il potere d'acquisto delle famiglie. Ha vanificato i precedenti aumenti dei redditi.

Stefano Dal Pra Caputo ha definito l'effetto a cascata «enorme». Ha aggiunto che ha «cambiato le regole del gioco». La ripresa economica è stata compromessa da questa situazione.

Previsioni sull'inflazione e impatto geopolitico

Le stime di dicembre dell'Istat prevedevano un'inflazione dell'1,4% per tutto il 2026. Già ora, l'incremento rispetto alla media del 2025 è dell'1,7%. Le tensioni geopolitiche sono la causa di questa sorpresa. A marzo, i costi dell'energia sono cresciuti dell'1,9% rispetto a febbraio. Il settore dei trasporti ha visto un aumento del 2,4% nello stesso periodo.

Dal Pra Caputo ha spiegato che «il problema è solo all'inizio». I costi dell'inflazione si manifestano nei mesi successivi. L'impatto del conflitto in Medio Oriente si vedrà pienamente più avanti. Le conseguenze potrebbero essere «rovinose».

Incidenza di energia e trasporti sulla spesa

I costi per abitazioni, utenze ed energie incidono per il 33,4% sul bilancio delle famiglie venete. I trasporti pesano per l'11,7%. In totale, queste due voci superano il 45% della spesa. Sono proprio queste componenti ad aver subito gli aumenti più marcati. Le tensioni internazionali hanno un effetto diretto su bollette e mobilità.

Dal Pra Caputo valuta che la tendenza «non lascia presagire nulla di buono». Questi settori continueranno a subire la volatilità dei prezzi. I consumatori vicentini vedranno i loro portafogli colpiti nei prossimi mesi.

Scenari futuri e impatto economico

Gli analisti della Cisl hanno elaborato tre scenari sull'impatto della crisi. Questi scenari dipendono dalla durata della guerra. In caso di cessazione immediata dei conflitti, si teme un aumento dell'inflazione del 2,8%. Ciò comporterebbe una spesa aggiuntiva di circa 480 euro annui per famiglia.

Se il conflitto dovesse durare altri tre mesi, l'inflazione salirebbe al 4,2%. Il dispendio aggiuntivo sarebbe di quasi 960 euro per nucleo familiare. Nell'ipotesi di guerra prolungata per tutto l'anno, l'inflazione raggiungerebbe il 6,2%. L'esborso totale per ogni famiglia potrebbe arrivare a 1650 euro.

Considerando che il reddito medio da lavoro dipendente a Vicenza nel 2025 era di 29.039 euro (circa 1520 euro netti mensili su 13 mensilità), il costo supplementare potrebbe equivalere a un'intera busta paga.

Preoccupazioni per il futuro economico

Raffaele Consiglio, segretario generale della Cisl Vicenza, definisce i dati preoccupanti. Temono conseguenze peggiori rispetto alla pandemia e alla guerra in Ucraina. L'inflazione attuale è dovuta a fattori esterni. Il sistema interno non è in grado di assorbirla. La scarsa produttività italiana aggrava il problema.

Negli anni scorsi, la crescita è stata marginale nonostante gli investimenti del Pnrr. Ora, senza questo stimolo, l'economia rischia la recessione. Manca una politica industriale a medio e lungo termine.

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