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Una donna di Altavilla Vicentina è finita sotto processo per calunnia. Aveva denunciato l'ex compagno per stalking, ma le accuse si sono rivelate infondate, portando all'archiviazione del caso e all'apertura di un nuovo procedimento a suo carico.

Denuncia per stalking si trasforma in calunnia

Una dipendente pubblica di Altavilla Vicentina, M.N., 48 anni, aveva sporto denuncia contro il suo ex compagno, L.T., 35 anni. Sosteneva di essere vittima di continui atti persecutori, inclusi messaggi minacciosi inviati tramite WhatsApp. Le sue affermazioni portarono all'emissione di un'ordinanza cautelare nei confronti dell'uomo, che prevedeva l'obbligo di firma quotidiana in caserma.

Tuttavia, a distanza di tempo, la situazione ha subito una drastica inversione. Le indagini successive hanno rivelato che le accuse di stalking non trovavano fondamento. Di conseguenza, il procedimento a carico dell'ex compagno è stato archiviato. Ora è la donna a dover affrontare un processo per calunnia.

La consulenza tecnica svela la verità

La svolta nelle indagini è arrivata grazie a una consulenza tecnica disposta su richiesta dell'ex fidanzato. Quest'ultimo, al momento della notifica del provvedimento cautelare, si era dichiarato completamente estraneo ai fatti. Aveva ribadito di aver posto fine alla relazione senza mai molestare o minacciare la sua ex compagna.

La donna aveva giustificato l'assenza di prove tangibili sostenendo che i messaggi erano inviati tramite una funzione di WhatsApp che li cancellava automaticamente dopo la lettura. Questa spiegazione non aveva convinto la difesa dell'uomo.

Il magistrato, il pubblico ministero Maria Elena Pinna, ha quindi incaricato un esperto di esaminare il contenuto dei cellulari di entrambi. L'analisi forense ha rivelato che, nel periodo indicato come più intenso per le presunte molestie, i due non si erano praticamente più sentiti. Inoltre, è emerso che per inviare messaggi con cancellazione automatica era necessario installare un'applicazione specifica, che l'uomo non aveva mai posseduto sul suo dispositivo.

Archiviazione e nuovo procedimento per calunnia

Sulla base di queste evidenze tecniche, la procura ha richiesto e ottenuto l'archiviazione del fascicolo per stalking. Non solo, è stata avviata un'indagine nei confronti della donna per il reato di calunnia. Si ipotizza che abbia inventato le accuse per danneggiare l'ex compagno.

Nel frattempo, la donna, dipendente pubblica, era stata promossa. L'ex compagno, invece, era stato trasferito in un ufficio distante, presumibilmente per evitare ulteriori contatti. Ora, la 48enne di Altavilla Vicentina, assistita dall'avvocato Agron Xhanaj, dovrà difendersi in tribunale. Ha scelto il rito abbreviato, chiedendo di essere giudicata con questa modalità.

L'ex compagno: "Un incubo durato anni"

L'uomo, rappresentato dall'avvocato Valeria Porelli, ha espresso il suo sollievo per la conclusione delle indagini preliminari che lo riguardavano. Ha definito la vicenda un «incubo durato troppo a lungo» che gli ha «rovinato la vita». Ha ribadito la sua innocenza riguardo alle accuse di minacce e molestie. Ora auspica che venga fatta piena giustizia.

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