A Vicenza, un corteo a sostegno della Palestina è degenerato in tafferugli. Emergono versioni contrastanti sui fatti, con accuse reciproche tra manifestanti, un ristoratore e esponenti politici. Le autorità attendono querele per avviare indagini.
Scontro politico dopo i tafferugli
Le tensioni politiche si sono accese dopo gli scontri avvenuti in centro storico. Il deputato Silvio Giovine (FdI) ha criticato duramente l'accaduto. Ha definito inaccettabile l'aggressione subita da un ristoratore. Ha accusato gli organizzatori di intolleranza e violenza. Giovine ha inoltre sollecitato l'amministrazione comunale. Ha chiesto di smetterla di giustificare gli antagonisti per fini elettorali.
La risposta non si è fatta attendere. Il consigliere comunale Giacomo Bez (Pd) ha definito la narrazione di Giovine parziale. Ha accusato la destra di strumentalizzare l'episodio per scopi politici. Bez ha sottolineato la complessità della realtà. Ha parlato di provocazioni che hanno alimentato lo scontro. Ha invitato Giovine a portare più forze dell'ordine in città.
La versione del ristoratore
Federico Pellegrin, proprietario del locale coinvolto, ha raccontato la sua versione. Era all'interno del ristorante con familiari e clienti. Ha sentito rumori provenire dalla strada. Suo figlio e alcuni amici sono usciti per controllare. Sono stati scambiati per nazisti da un gruppo di donne. Queste ultime li hanno aggrediti fisicamente. Sia suo figlio che la sua ragazza hanno riportato ferite visibili.
Pellegrin ha negato qualsiasi provocazione da parte sua. Ha annunciato l'intenzione di sporgere denuncia. Ha stimato una perdita di circa 1500 euro a causa della fuga dei clienti. L'episodio ha causato la rottura di bicchieri e un clima di paura.
La ricostruzione degli organizzatori
L'Assemblea Vicenza per la Palestina ha fornito una diversa ricostruzione dei fatti. Hanno denunciato provocazioni da parte di individui legati a schieramenti neofascisti. All'incrocio tra corso Palladio e contra' Manin, le attiviste sarebbero state oggetto di urla e saluti romani. Il corteo, vista la partecipazione, avrebbe allontanato i provocatori. L'obiettivo era garantire la sicurezza delle manifestanti.
Le autorità attendono querele per poter avviare un'indagine ufficiale. Al momento, non sono state intraprese azioni legali concrete. La situazione rimane tesa, con posizioni politiche contrapposte.
Domande frequenti
Cosa è successo durante il corteo per la Palestina a Vicenza?
Durante un corteo pro-Palestina a Vicenza, si sono verificati tafferugli. Sono emerse accuse reciproche tra manifestanti, un ristoratore e esponenti politici locali.
Perché non ci sono indagini sui tafferugli?
Le autorità attendono querele di parte per poter avviare un'indagine ufficiale sui tafferugli. Senza una denuncia formale, non è possibile procedere legalmente.