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L'ospedale San Bortolo di Vicenza ha ospitato Alex Zanardi in due occasioni per cure riabilitative. Il primario Giannettore Bertagnoni ricorda gli sforzi e la gravità delle condizioni del campione.

Ricordi delle cure a Vicenza

Il primario della riabilitazione del San Bortolo, Giannettore Bertagnoni, ha espresso commozione per la scomparsa di Alex Zanardi. Ha ricordato i due ricoveri del campione paralimpico presso la struttura ospedaliera. Bertagnoni ha sottolineato come, nonostante gli sforzi del personale, le condizioni di Zanardi fossero estremamente gravi. «Svolgemmo una serie di accertamenti diagnostici anche sofisticati», ha dichiarato il medico. La moglie Daniela Manni è stata lodata per la sua forza e dignità.

Bertagnoni ha descritto il primo ricovero avvenuto ad aprile 2021. Zanardi era giunto dall'ospedale di Padova. La famiglia aveva richiesto la massima riservatezza, data la situazione delicata. Il campione era stato ricoverato in una stanza speciale per favorire il recupero. Prima di arrivare a Vicenza, Zanardi aveva affrontato diversi interventi e ricoveri.

La scelta del San Bortolo

La decisione di portare Alex Zanardi a Vicenza fu motivata dall'eccellenza del centro. La struttura vantava un team medico all'avanguardia. Fisioterapisti, infermieri e tecnologie avanzate garantivano piani di riabilitazione personalizzati. Il centro è riconosciuto a livello europeo per la sua competenza. Dopo oltre otto mesi, il 21 dicembre, Zanardi tornò a casa per trascorrere le festività con i suoi cari. La moglie espresse gratitudine al personale sanitario.

Il secondo ricovero avvenne agli inizi di agosto 2022. Un incendio in casa aveva danneggiato i macchinari necessari per la sua mobilità. Questa nuova sfida richiese un ulteriore periodo di cure presso il San Bortolo. Zanardi aveva già dimostrato una straordinaria resilienza in passato. Dopo l'incidente del 2001, che gli costò le gambe, si riprese con incredibile forza.

L'eredità di Alex Zanardi

Alex Zanardi è stato un esempio di determinazione e coraggio. Le sue parole «Quanto è accaduto mi ha dato modo di fare cose che forse in un’altra vita non avrei mai avuto l’occasione di provare» racchiudono la sua filosofia di vita. La sua trasformazione in campione di handbike è leggendaria. Ha conquistato 4 medaglie d'oro olimpiche a Londra 2012 e Rio 2016. È diventato un'icona per il movimento paralimpico mondiale.

La sua ultima odissea iniziò dopo il grave incidente del 15 settembre 2001. Nonostante le 7 arresti cardiaci e 15 interventi chirurgici, Zanardi non si arrese. La speranza di vederlo superare anche questa prova si è spenta venerdì sera. La sua scomparsa lascia un vuoto incolmabile nel mondo dello sport e non solo. La sua forza d'animo continua a ispirare generazioni.

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