Cultura

Don Marco Pozza: "Il miele e le cipolle", il nuovo libro

14 marzo 2026, 11:31 2 min di lettura
Don Marco Pozza: "Il miele e le cipolle", il nuovo libro Immagine da Wikimedia Commons Vicenza
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Nuovo libro di Don Marco Pozza: "Il miele e le cipolle"

È disponibile nelle librerie "Il miele e le cipolle", l'ultima opera di Don Marco Pozza, sacerdote vicentino. Il libro esplora la complessa tematica della libertà attraverso un'analisi profonda e ricca di spunti.

L'ispirazione per questa pubblicazione è nata durante un evento a Monte Berico, dove Don Marco ha guidato un gruppo di fedeli in un percorso di riflessione sulla figura di Mosè. L'esperienza ha evidenziato l'attualità dei testi sacri nel descrivere le dinamiche umane contemporanee.

Libertà e sicurezza: il dilemma del miele e delle cipolle

Il titolo stesso, "Il miele e le cipolle", racchiude il nucleo del pensiero dell'autore. Il miele simboleggia la promessa e il rischio insiti nella libertà, mentre le cipolle rappresentano la sicurezza, seppur illusoria, della schiavitù. Un paradosso che Don Marco Pozza analizza nel contesto attuale.

Oggi, nonostante il desiderio diffuso di libertà, molti si ritrovano prigionieri di mode passeggere o dell'influenza di figure mediatiche. Il libro invita a riflettere su come la Scrittura offra un faro in questo mare di incertezze.

L'attualità della Bibbia e la scelta umana

L'esperienza di Monte Berico ha portato Don Marco Pozza a comprendere come la Bibbia, a differenza delle notizie effimere, conservi una straordinaria capacità di parlare al presente. La storia di un popolo che si smarrisce e di un Dio che si prende cura di esso è presentata come un grande racconto d'amore.

Il libro affronta anche il concetto di peccato originale, interpretato come un atto di ingordigia nel voler afferrare ciò che Dio desiderava donare. I comandamenti vengono visti non come imposizioni, ma come preziosi suggerimenti, una sorta di bussola per orientarsi nella vita.

La rabbia, la scelta e il dolore della perdita

Don Marco Pozza dedica spazio anche al sentimento della rabbia, antico come l'umanità, e alla difficoltà di scegliere. Non scegliere, o lasciare che altri decidano per noi, può sembrare comodo, ma non porta alla vera felicità. Ogni scelta compiuta oggi definisce il nostro futuro.

L'autore condivide infine una riflessione personale sul recente lutto per la perdita del padre. Un'esperienza dolorosa che, pur lasciando vuoti incolmabili, evidenzia la forza dei legami affettivi. La morte viene descritta come sorella della vita, un aspetto da considerare per vivere pienamente.

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