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L'Università di Verona ha inaugurato un nuovo centro multidisciplinare per la salute e il benessere. La struttura integra ricerca scientifica, innovazione tecnologica e approcci personalizzati per migliorare la qualità della vita.

Nuovo polo scientifico per la salute a Verona

L'ateneo scaligero ha aperto ufficialmente le porte del suo nuovo hub. La struttura si chiama «Comportamenti e tecnologie per le scelte di salute». La cerimonia di inaugurazione si è tenuta presso l'Istituto Biologico 3. Questo nuovo polo scientifico promette di trasformare l'approccio alla qualità della vita. Si concentra anche sulla prevenzione delle malattie.

L'hub nasce dalla collaborazione tra diversi dipartimenti universitari. Questi includono neuroscienze, biomedicina e movimento. Anche l'ingegneria per la medicina di innovazione ha contribuito. La rettrice Chiara Leardini ha partecipato all'evento. Erano presenti anche rappresentanti del Comune di Verona. Tra loro Elisa La Paglia e Annamaria Molina. I direttori di dipartimento Corrado Barbui e Michele Milella erano presenti. Anche il coordinatore di scienze motorie Federico Schena ha partecipato.

La rettrice Leardini ha dichiarato: «Inauguriamo uno spazio che traduce concretamente la missione dell’università». Ha aggiunto che unisce ricerca, innovazione e impatto sul territorio. Il centro mira a creare un ambiente di apprendimento esperienziale. Questo è pensato per studenti e ricercatori. La collaborazione interdisciplinare è un punto di forza.

Ricerca avanzata per il benessere individuale

Il nuovo hub integra diverse discipline. Queste includono biologia, ingegneria, medicina e psicologia. L'obiettivo è gestire il benessere globale dell'individuo. Una parte importante della struttura è dedicata alle scienze motorie. Qui si trovano spazi per il fitness neuromuscolare. Ci sono anche aree per la valutazione funzionale. Infine, spazi per training e performance.

Il laboratorio neuromuscolare è guidato da docenti come Massimo Venturelli. Utilizza strumenti avanzati. Tra questi, la stimolazione magnetica transcranica. Questa tecnica analizza la forza muscolare. Studia anche i processi di neuroplasticità. Le ricerche sono fondamentali per chi soffre di malattie neurodegenerative. Esempi sono il Parkinson e la sclerosi multipla. L'obiettivo è ridurre i sintomi. Si punta a un recupero funzionale visibile.

La valutazione funzionale si concentra sulla misurazione delle risposte. Queste includono quelle cardiorespiratorie e metaboliche. I dati raccolti sono precisi. Permettono di creare programmi di esercizio fisico su misura. Questo lavoro è essenziale per prevenire le cadute negli anziani. Aiuta anche a monitorare le funzionalità vascolari. I risultati sono applicati nel laboratorio di training e performance.

Professionisti specializzati assistono persone con patologie croniche. Offrono sessioni di allenamento personalizzate. Le collaborazioni con l'Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona (AOUI) sono importanti. Permettono di estendere i benefici ai pazienti cardiopatici e oncologici. Studi condotti dal 2017 dimostrano miglioramenti significativi. L'attività fisica guidata migliora la tolleranza allo sforzo. Aumenta anche il benessere psicologico. Questo avviene anche in casi complessi come il tumore del pancreas.

Innovazione tecnologica e supporto psicologico

L'innovazione tecnologica pura è rappresentata dal laboratorio di ingegneria dei sistemi medicali. Questo spazio è coordinato da Franco Fummi. Funge da collegamento tra università e industria. Offre una piattaforma per testare nuove tecnologie. Si testano sensori indossabili. Si studiano sistemi di monitoraggio basati sull'intelligenza artificiale. Si esplora la realtà virtuale applicata alla chirurgia. Si sviluppano interfacce cervello-computer.

L'hub non trascura la dimensione mentale. Il laboratorio di psicologia clinica e psicofisiologia è diretto da Lidia Del Piccolo. Utilizza tecniche di biofeedback. Queste servono per la regolazione delle risposte fisiologiche. Offrono anche supporto psicologico. Il settore di ergonomia clinica e medicina dello sport è curato da Luca Dalle Carbonare. Unisce valutazioni cliniche all'analisi molecolare e istomorfometrica.

Questo approccio permette di identificare biomarcatori. Questi sono utili per monitorare lo stato di salute. Aiutano anche a prevenire infortuni. L'intero hub si basa su un principio fondamentale. I promotori lo definiscono «non medicalizzazione». In questo contesto, l'individuo non è visto solo come un paziente. È considerato una persona con necessità specifiche. Viene inserito in un ambiente accogliente e motivante.

Questo modello integrato pone al centro le specificità biologiche di ogni soggetto. Promuove una salute a lungo termine. Non si limita alla cura della malattia. Abbraccia il miglioramento complessivo dell'esistenza umana. Questo avviene attraverso la scienza e il progresso tecnologico. L'università di Verona rafforza così il suo impegno per il benessere della comunità. La struttura si propone come centro di eccellenza. Attirerà talenti a livello internazionale. Sarà un punto di riferimento per imprese e sanità. Potenzierà l'integrazione tra diversi ambiti di ricerca.

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