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La siccità colpisce duramente il Veneto: il fiume Po registra livelli record negativi e l'Adige dispone di riserve idriche per soli dieci giorni. Gli agricoltori lanciano un appello urgente per piani d'emergenza.

Livelli idrici critici in Veneto

Il fiume Po ha raggiunto livelli allarmanti. L'ultima misurazione a Pontelagoscuro segna -6,34 metri sotto lo zero idrometrico. Questo dato preoccupante è stato diffuso dalla Cia regionale. La situazione è critica anche per il fiume Adige.

Il comprensorio dell'Adige ha dichiarato lo stato di preallarme. Le riserve d'acqua disponibili per l'agricoltura nella Bassa Padovana sono sufficienti solo per i prossimi dieci giorni. Le previsioni meteorologiche non indicano piogge imminenti.

Se la situazione non migliora, si renderà necessario interrompere le derivazioni d'acqua. Questo comporterebbe la chiusura di scoli e canali utilizzati per l'irrigazione agricola. L'acquazzone di mercoledì sera non ha risolto la crisi idrica.

Il presidente del Veneto, Alberto Stefani, ha ufficialmente dichiarato lo stato di emergenza regionale. La gravità della siccità richiede interventi immediati a livello governativo.

Danni ingenti all'agricoltura

La Cia Veneto avverte che, se la condizione di siccità dovesse persistere, il protocollo prevede la priorità assoluta per il servizio idrico domestico. Ciò avrebbe conseguenze molto negative per il settore primario.

Il presidente di Cia Veneto, Giorgio Puppin, ha evidenziato i danni subiti dal mais non irriguo. Questo tipo di coltura, che non beneficia di irrigazione artificiale, ha già perso il 35% del suo potenziale raccolto. Le alte temperature hanno gravemente danneggiato le piante.

La spiga non è riuscita a completare il suo processo di maturazione. Ogni giorno che passa, questa percentuale di danno aumenta ulteriormente. Si stima un incremento di circa il 5% giornaliero.

Puppin ha aggiunto un'ulteriore preoccupazione. Anche se l'irrigazione continuasse, potrebbe non essere sufficiente. L'acqua disponibile evapora molto rapidamente a causa del caldo intenso.

Appello per piani strategici

Il presidente della Cia ha lanciato un appello accorato. «Non possiamo sempre rincorrere le crisi», ha dichiarato Puppin. È fondamentale adottare un approccio proattivo.

Le istituzioni hanno il dovere di ascoltare le richieste degli agricoltori. Sono necessari piani specifici per gestire efficacemente queste emergenze idriche. La Cia propone la realizzazione di bacini di contenimento.

Questi bacini servirebbero ad accumulare l'acqua nei periodi di abbondanza. Successivamente, la risorsa idrica potrebbe essere rilasciata gradualmente quando necessario. Questo permetterebbe di mitigare gli effetti della siccità.

La gestione delle risorse idriche deve diventare una priorità strategica. L'agricoltura veneta, e italiana, dipende dalla disponibilità di acqua. Senza interventi mirati, il futuro del settore è a rischio.

Le istituzioni devono collaborare con gli agricoltori per trovare soluzioni sostenibili. La siccità è una sfida globale che richiede risposte concrete e immediate. La Cia Veneto ribadisce la necessità di agire ora.

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