La qualità delle acque sulla sponda veneta del Lago di Garda mostra un peggioramento. Su sei punti analizzati, solo tre rispettano i limiti di legge, con due aree risultate inquinate e una gravemente compromessa.
Peggioramento qualità acque nel Garda veneto
La situazione delle acque sulla riva veneta del Lago di Garda presenta un quadro preoccupante. L'organizzazione Legambiente ha condotto un'indagine attraverso la sua iniziativa Goletta dei Laghi. I risultati indicano un deterioramento della qualità microbiologica rispetto all'anno precedente.
In particolare, dei sei siti monitorati nella provincia di Verona, soltanto tre campioni sono risultati conformi ai parametri di legge. Altri due punti sono stati classificati come inquinati, mentre un sito ha evidenziato un livello di contaminazione definito come fortemente inquinato.
Analisi dettagliata dei punti critici
I punti che rispettano i limiti di legge sono la foce del torrente Gusa, quella del torrente Marra e la foce del rio Dugale. Questi siti, storicamente teatro di superamenti dei limiti, confermano un trend positivo di rientro nella norma, già osservato negli anni passati.
Le aree classificate come inquinate sono invece la foce del torrente Bosca e quella del torrente Rielo. Entrambi questi punti erano risultati nei limiti lo scorso anno, ma avevano già mostrato criticità in passato e nel 2024 erano stati etichettati come fortemente inquinati.
La situazione più critica riguarda la foce del torrente San Severo, dichiarata fortemente inquinata. Questo sito era risultato conforme ai limiti dal 2019, ma aveva presentato valori critici in anni precedenti.
Dichiarazioni e preoccupazioni degli esperti
Emilio Bianco, rappresentante di Goletta dei Laghi, ha espresso un giudizio misto. «Da un lato, accogliamo con soddisfazione il consolidamento del rientro nei limiti di legge in alcuni punti storicamente critici», ha dichiarato Bianco. «Dall'altro, è motivo di preoccupazione il peggioramento registrato rispetto al 2025, anno in cui tutti i siti monitorati risultavano conformi.»
Bianco ha sottolineato la necessità di un impegno maggiore. «Le criticità riscontrate alle foci dei torrenti Bosca, Rielo e soprattutto San Severo confermano l'urgenza di rafforzare il monitoraggio e le azioni di prevenzione dell'inquinamento», ha aggiunto. «La salvaguardia del Garda, come di ogni altro bacino idrico, richiede un impegno costante da parte delle amministrazioni e dei gestori del servizio idrico.»
Luigi Lazzaro, presidente di Legambiente Veneto, ha fornito un quadro più rassicurante per quanto riguarda le acque di balneazione. «Le acque destinate alla balneazione sulla sponda veneta del Lago di Garda, soggette ai controlli costanti dell'ARPAV, risultano sicure secondo tutti i campionamenti ufficiali effettuati», ha affermato Lazzaro.
Tuttavia, Lazzaro ha evidenziato le vulnerabilità emerse. «Le criticità rilevate da Legambiente in corrispondenza della foce di alcuni affluenti richiamano l'attenzione su possibili debolezze nei sistemi di collettamento e depurazione», ha spiegato. «Potrebbero esserci anche inadempienze nella gestione dei reflui zootecnici che interessano i bacini idrografici interni.»