Condividi

Il fiume Po affronta una grave crisi idrica a causa del caldo prolungato e della scarsità di piogge. L'acqua salata avanza nel delta e i laghi alpini diventano l'ultima speranza per garantire l'approvvigionamento.

Allarme siccità nel distretto del Po

Le temperature elevate e la mancanza di precipitazioni continuano a peggiorare la situazione idrica. Le portate del fiume Po e dei bacini alpini sono in costante diminuzione. L'intrusione di acqua marina nel delta del fiume ha raggiunto un punto critico, estendendosi per circa 20 chilometri dalla foce.

Questi dati allarmanti sono emersi durante una riunione straordinaria dell'Osservatorio permanente per gli utilizzi idrici dell'Autorità di bacino distrettuale del fiume Po. L'incontro si è svolto a Milano. È stata dichiarata la severità idrica a livello medio per l'intero distretto, in attesa di eventuali piogge.

La resilienza dei grandi laghi alpini è stata sottolineata come fondamentale. Essi rappresentano l'ultima risorsa disponibile per assicurare la disponibilità d'acqua nell'area interessata dal bacino del Po. La loro tenuta è cruciale per il futuro.

Misure di contenimento e impatti sul territorio

La situazione più critica si registra nel delta del Po. Qui, le attività di irrigazione sono state completamente sospese. Alcune zone del Piemonte hanno visto l'interruzione totale dei prelievi idrici. Anche in Emilia-Romagna e Veneto sono state implementate misure restrittive per il contenimento dell'uso dell'acqua.

La Lombardia, invece, sta riuscendo a far fronte alla carenza idrica. Questo grazie al contributo delle acque di falda e delle colature. Tuttavia, la situazione rimane precaria su tutto il territorio del distretto.

Al 22 giugno, la portata del fiume Po era di soli 207 metri cubi al secondo a Piacenza. Sul delta, a Pontelagoscuro, si registravano 298 metri cubi al secondo. Questi valori sono significativamente bassi rispetto alla media stagionale.

Laghi alpini sotto pressione

Anche i grandi laghi alpini mostrano livelli preoccupanti. Il Lago Maggiore ha raggiunto il 58,4% della sua capacità di riempimento. Si sono registrati 49 centimetri di diminuzione del livello in sole due settimane. Questo corrisponde a una perdita di 102 milioni di metri cubi d'acqua.

Situazioni analoghe si osservano nei laghi di Garda, Como e Idro. I loro livelli sono inferiori alle medie storiche. La scarsità d'acqua in questi bacini aggrava ulteriormente la crisi idrica generale.

Prospettive e prossimi incontri

Francesco Tornatore, dirigente dell'Autorità di bacino, ha commentato la situazione. Le piogge recenti, sebbene presenti, sono state localizzate e sotto forma di temporali. Non hanno fornito un sollievo duraturo. Il caldo ha ulteriormente ridotto gli accumuli nevosi sui monti, che sono ormai prossimi allo zero.

Alla luce delle condizioni attuali e delle previsioni, l'Osservatorio ha confermato il livello di severità idrica medio. Questo in assenza di precipitazioni significative. Le previsioni meteo indicano temperature superiori alla norma anche per i prossimi giorni. L'Osservatorio si riunirà nuovamente il 3 luglio per valutare gli sviluppi.

Questa notizia riguarda anche: