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Un'iconica opera di Piet Mondrian, 'Composizione n. 1 con grigio e rosso 1938 / Composizione con rosso 1939', è stata completamente restaurata. Il dipinto è ora nuovamente esposto alla Collezione Peggy Guggenheim di Venezia, offrendo al pubblico un'esperienza visiva rinnovata.

Restauro completato per capolavoro neoplastico

La Collezione Peggy Guggenheim di Venezia ha concluso un importante progetto. Questo ha riguardato lo studio, la ricerca e la conservazione di un'opera di Piet Mondrian. Il dipinto in questione è intitolato 'Composizione n. 1 con grigio e rosso 1938 / Composizione con rosso 1939'. L'intervento ha riportato il capolavoro al suo splendore originale.

L'opera, creata tra il 1938 e il 1939, è considerata una delle più rappresentative della collezione. Apparteneva alla mecenate Peggy Guggenheim. Ora è nuovamente accessibile ai visitatori. L'esposizione avviene in concomitanza con la mostra 'Peggy Guggenheim a Londra. Nascita di una collezionista'. Questa rassegna resterà aperta fino al 19 ottobre.

Il processo di restauro è iniziato nel 2021. È stato curato dal dipartimento di conservazione del museo. L'obiettivo era affrontare le alterazioni subite dall'opera in passato. Questi interventi miravano a preservare l'integrità artistica del dipinto.

Interventi passati e nuove scoperte

Il dipinto fu realizzato negli anni cruciali tra il 1938 e il 1940. Questo periodo precede l'inizio della Seconda guerra mondiale. L'opera segna uno dei vertici della ricerca neoplastica di Mondrian. Il progetto di studio è nato dalla necessità di valutare gli effetti di un precedente restauro. Questo era avvenuto a New York nel 1968.

Durante quell'intervento, l'opera subì diverse modifiche. Fu pulita, verniciata e rintelata. Venne anche montata su un supporto a nido d'ape. Fu inoltre dotata di una nuova cornice. Tali procedure avevano modificato l'aspetto originale. Avevano appiattito il contrasto tra superfici opache e lucide. Avevano anche alterato la resa della luce, della texture e dello spazio.

Le nuove analisi hanno permesso di comprendere meglio il trattamento originale. Hanno rivelato come l'artista gestiva la luce e la profondità. Hanno anche evidenziato la texture ricercata da Mondrian.

Collaborazioni e tecnologie innovative

Lo studio e l'intervento di restauro sono stati guidati da Luciano Pensabene Buemi. Egli è a capo del dipartimento di Conservazione e Ricerca Tecnica della Collezione Peggy Guggenheim. La collaborazione ha coinvolto il dipartimento di conservazione del Solomon R. Guggenheim Museum di New York. Hanno partecipato anche istituti di ricerca e musei internazionali. Inoltre, sono stati coinvolti i maggiori studiosi di Mondrian.

La pulitura è stata eseguita con sistemi gelificati. Questi sono stati sviluppati nell'ambito del progetto europeo Greenart. Questo progetto si dedica allo sviluppo di materiali sostenibili per la conservazione del patrimonio culturale. L'opera è stata esaminata con tecniche diagnostiche non invasive. Queste hanno permesso di identificare modifiche compositive. Hanno anche rivelato tracce di stati precedenti e il continuo processo di rielaborazione dell'opera da parte dell'artista.

La cornice e il sostegno

La cornice applicata nel 1968 è stata rimossa. È stata sostituita con la ricostruzione della sottocornice originale. Questo lavoro è stato realizzato in collaborazione con Renata Pintus, Luciano Ricciardi e Francesca Bettini dell'Opificio delle Pietre Dure di Firenze. La loro competenza è stata fondamentale per ripristinare l'aspetto autentico.

L'intero progetto di restauro è stato possibile grazie al sostegno di un donatore anonimo. La sua generosità ha permesso di portare a termine questo importante lavoro di conservazione. L'opera di Mondrian è ora preservata per le future generazioni.

Le persone hanno chiesto anche:

Cosa è stato restaurato alla Peggy Guggenheim?
È stata restaurata l'opera 'Composizione n. 1 con grigio e rosso 1938 / Composizione con rosso 1939' di Piet Mondrian, risalente al periodo 1938-1939.

Quando è iniziato il restauro dell'opera di Mondrian?
Il progetto di studio, ricerca e conservazione è stato avviato nel 2021.