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Uno studio scientifico delinea quattro scenari per la sopravvivenza di Venezia entro il 2300, considerando l'innalzamento del mare. Le opzioni spaziano dal potenziamento delle barriere mobili fino all'estrema ipotesi di trasferimento nell'entroterra.

Proiezioni sull'innalzamento del mare

Le proiezioni future indicano che il Mose da solo non basterà a proteggere Venezia. L'innalzamento del livello del mare, causato dalla crisi climatica, pone sfide significative. Si prevedono scenari che superano le capacità attuali delle infrastrutture.

Le attuali barriere mobili potrebbero rimanere efficaci fino a un aumento di circa 1,25 metri. Tuttavia, questo limite potrebbe essere superato entro il 2300. Tale superamento è possibile anche con basse emissioni, a causa del cambiamento climatico e del cedimento del suolo.

Quattro strategie per la salvaguardia

La ricerca propone quattro possibili direzioni strategiche per il futuro della città lagunare. La prima opzione prevede il mantenimento della laguna aperta, con l'installazione di ulteriori barriere mobili. Queste verrebbero attivate solo in caso di necessità, come avviene oggi.

Una seconda ipotesi suggerisce la protezione del centro storico tramite dighe. Queste strutture separerebbero l'area storica dal resto della laguna. Una terza via contempla la chiusura completa della laguna. Ciò avverrebbe attraverso la costruzione di un imponente "super argine".

La quarta e più drastica soluzione prospettata è la rilocalizzazione. Questa implicherebbe il trasferimento della città, dei suoi abitanti e del patrimonio storico verso l'entroterra. Questa è considerata la strategia più estrema tra quelle analizzate.

Analisi delle diverse opzioni

Le dighe potrebbero diventare necessarie con un innalzamento del mare di 0,5 metri. Questa soglia potrebbe essere raggiunta prima del 2100, specialmente in scenari con alte emissioni. La strategia della laguna chiusa offrirebbe protezione anche con un aumento di circa 10 metri.

La rilocalizzazione, invece, potrebbe rendersi indispensabile solo con un innalzamento superiore ai 4,5 metri. Tale livello potrebbe verificarsi dopo il 2300, secondo le stime attuali. Ogni strategia presenta tempistiche e costi differenti per la sua realizzazione.

Costi e pianificazione futura

Il Mose ha comportato una spesa di circa 6 miliardi di euro. La costruzione di dighe potrebbe oscillare tra 500 milioni e 4,5 miliardi di euro. Il "super argine" rappresenterebbe un investimento ben maggiore, superando i 30 miliardi.

L'ipotesi di rilocalizzazione della città è la più onerosa in assoluto. I costi potrebbero raggiungere la cifra di 100 miliardi di euro. La realizzazione di grandi infrastrutture richiede tempi lunghi, tra 30 e 50 anni.

Pertanto, una pianificazione anticipata è considerata fondamentale. Questo per poter valutare e implementare le soluzioni più adeguate nel tempo necessario. La ricerca è stata pubblicata sulla rivista Scientific Reports del gruppo Nature.

Ricerca e dibattito scientifico

Il team di ricerca è stato coordinato da Piero Lionello, professore di Fisica dell'atmosfera e Oceanografia all'Università del Salento. Hanno partecipato anche Carlo Giupponi e Adriano Sfriso dell'Università Ca' Foscari di Venezia. Lo studio si basa sul Sesto Rapporto di Valutazione dell'Ipcc.

Secondo Lionello, non esiste una singola strategia ottimale. Ogni scelta deve bilanciare diversi interessi. Questi includono la sicurezza dei residenti, la prosperità economica, la tutela ambientale e la conservazione del patrimonio culturale. È essenziale mantenere le tradizioni locali.

Giupponi sottolinea l'importanza di creare un dibattito informato. Questo studio unisce conoscenze esistenti e ne genera di nuove. Stimola la discussione sul futuro di Venezia basandosi su dati scientifici. Le tendenze attuali sono chiare, anche se prevedere il futuro a lungo termine è complesso.

Le dinamiche dei fenomeni ambientali, purtroppo, accelerano. Ciò è dovuto anche all'inerzia nell'affrontare efficacemente le politiche contro i cambiamenti climatici. La ricerca evidenzia la necessità di azioni concrete e tempestive per garantire la sopravvivenza della città.

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