La Biennale di Venezia sbarca a Ulaanbaatar, Mongolia, con la mostra 'Dove corrono splendidi cavalli'. L'evento segna il quinto capitolo del progetto dedicato a Marco Polo, esplorando il patrimonio culturale mongolo.
Mostra 'Dove corrono splendidi cavalli' a Ulaanbaatar
La città di Ulaanbaatar ospiterà un nuovo evento culturale. A partire dal 23 giugno, il Fine Arts Zanabazar Museum aprirà le porte alla mostra intitolata 'Dove corrono splendidi cavalli'.
Questa esposizione rappresenta un tassello fondamentale. Si tratta infatti del quinto capitolo di un progetto ambizioso. L'iniziativa è promossa dall'Archivio Storico della Biennale. Il nome del progetto è 'È il vento che fa il cielo. La Biennale di Venezia sulle orme di Marco Polo'.
L'intero progetto è stato ideato per celebrare un anniversario importante. Ricorda infatti i 700 anni dalla scomparsa di Marco Polo. La morte dell'esploratore risale al 1324, quindi il 2024 ha segnato un momento significativo.
La curatela del progetto è affidata a Luigia Lonardelli. La sua visione guida il percorso espositivo attraverso le diverse tappe. Ogni tappa è pensata per approfondire il legame con il viaggio e l'eredità di Marco Polo.
Le tappe del progetto e gli artisti coinvolti
Il viaggio della Biennale ha toccato diverse località significative. Prima di giungere in Mongolia, la mostra ha fatto tappa in altre città. Queste includono Hangzhou in Cina, la stessa Venezia in Italia, Istanbul in Turchia e Nuova Delhi in India.
L'arrivo a Ulaanbaatar porta un'attenzione particolare agli artisti locali. La mostra presenterà le opere di due talenti mongoli. Si tratta di Baatarzorig Batjargal e Dolgor Ser-Od. Le loro creazioni sono il fulcro di un percorso espositivo.
Il percorso mira a creare un dialogo profondo. Unisce la memoria storica con l'immaginario contemporaneo. L'obiettivo è guidare il pubblico in una nuova interpretazione. Si vuole valorizzare il patrimonio culturale della Mongolia. Si esplorerà la sua ricca stratificazione simbolica.
Installazione 'Amfibio' e programma di letture
Oltre alla mostra principale, ci sarà un'installazione speciale. Sarà presentata negli spazi esterni del Fine Arts Zanabazar Museum. L'opera si chiama 'Amfibio'. È una struttura progettata dall'artista di Istanbul Cevdet Erek.
Questa installazione accompagna il progetto speciale fin dalla sua prima tappa. La sua presenza a Ulaanbaatar arricchisce ulteriormente l'offerta culturale. Sarà affiancata da un programma di letture. Queste letture sono curate dalla Mongolian Writers' Union.
Il programma di letture si svolgerà dal 24 al 27 giugno. Offrirà un'occasione per approfondire temi legati alla letteratura e alla cultura mongola. Sarà un momento di scambio e condivisione.
Interventi all'inaugurazione
L'evento di inaugurazione vedrà la partecipazione di figure di rilievo. Saranno presenti rappresentanti istituzionali e culturali. Tra gli intervenuti ci sarà Giovanna Piccarreta, Ambasciatore d'Italia a Ulaanbaatar. Porterà il saluto delle istituzioni italiane.
Interverrà anche Baigalmaa Purevsukh, direttrice del The Fine Arts Zanabazar Museum. La sua presenza sottolinea l'importanza della collaborazione tra istituzioni. Ci sarà anche Debora Rossi, responsabile dell'Archivio Storico della Biennale di Venezia. Rappresenterà l'ente organizzatore.
Luigia Lonardelli, curatrice del Progetto Speciale, presenterà la visione artistica. Infine, Pietrangelo Buttafuoco, presidente della Biennale, interverrà per sottolineare il significato dell'iniziativa. La sua presenza evidenzia l'impegno della Biennale in progetti internazionali.