Una giovane vittima ha confermato le accuse di essere stata drogata e violentata. La sua testimonianza è cruciale per le indagini in corso.
Minorenne ribadisce accuse drammatiche
La giovane vittima ha confermato la sua versione dei fatti. L'ha fatto davanti al giudice per le indagini preliminari e il pubblico ministero. La sua testimonianza è avvenuta durante un incidente probatorio. La ragazza aveva accusato la sua migliore amica e due amici di lei. Le accuse riguardano presunti atti di droga e violenza sessuale. Questi eventi avrebbero portato all'arresto dei tre indagati. La giovane ha ribadito quanto già dichiarato in precedenza. La sua audizione si è svolta in forma protetta.
La ragazza era assistita dal suo legale. Anche i legali degli indagati erano presenti. La giovane ha risposto alle domande del gip e del perito. La sua testimonianza è stata giudicata coerente e puntuale. Non sono emerse contraddizioni nel suo racconto. Questo rafforza la posizione della procura e dei carabinieri. Le indagini sono state condotte dall'Arma dei carabinieri.
Dettagli agghiaccianti sul presunto abuso
Secondo quanto riferito dalla minorenne, gli abusi sarebbero avvenuti più volte. Il periodo indicato va da venerdì 26 a domenica 28 ottobre 2018. Prima degli stupri, la giovane sarebbe stata costretta ad assumere sostanze stupefacenti. Le droghe menzionate sono hashish e cocaina. La cocaina sarebbe stata utilizzata prima dello stupro di gruppo. Questo presunto stupro sarebbe avvenuto nella notte tra sabato e domenica.
Per questi fatti sono stati arrestati Elisa Faggion, 31 anni, residente a Trissino. Lei è un'amica della vittima. Sono stati arrestati anche due cittadini marocchini. Si tratta di Zahir Es Sadouki, 28 anni, e Nadir El Fettach, 27 anni. La vittima, all'epoca dei fatti aveva 15 anni. La sua testimonianza è stata ribadita ieri. La giovane ha confermato il racconto già reso nei mesi precedenti.
L'amica accusata di tradimento e complicità
La procura e i carabinieri ritengono che il fine settimana di droga e sesso sia stato organizzato dal terzetto. La vittima ha dichiarato di aver tentato di opporsi. Si sarebbe opposta sia all'assunzione di droghe sia alla violenza. I suoi tentativi sarebbero stati però vani. La giovane si aspettava un intervento da parte della sua amica Elisa Faggion. Si aspettava che intervenisse in suo soccorso, come in passato. Invece, secondo le accuse, Elisa Faggion non solo non l'avrebbe aiutata. L'avrebbe trascinata in un vortice di violenza ripetuta.
Quel fine settimana nella villa di Elisa Faggion a Trissino doveva essere un momento di divertimento. Per la quindicenne, però, si è trasformato in un incubo. Il tradimento più grande sarebbe arrivato proprio dall'amica. I genitori della presunta vittima avevano già espresso il loro dolore. Avevano dichiarato di sentirsi traditi dal comportamento di Elisa Faggion. Avevano affermato che, se avessero avuto sospetti, non avrebbero mandato la figlia a casa sua.
Decisioni giudiziarie e domiciliari
Il pubblico ministero aveva richiesto il carcere per i tre indagati. La richiesta era stata avanzata dal sostituto procuratore Carunchio. Tuttavia, a luglio, il tribunale del Riesame ha respinto l'istanza. La corte ha disposto gli arresti domiciliari per Elisa Faggion e per i due cittadini marocchini Nadir El Fettach e Zahir Es Sadouki. I tre sono assistiti dai rispettivi legali. La vicenda continua a suscitare profonda preoccupazione nella comunità.
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