Una giovane vittima di Trissino ha subito uno stupro di gruppo. L'amica avrebbe favorito l'aggressione in cambio di sostanze stupefacenti. Le indagini sono in corso.
Grave accusa di stupro di gruppo a Trissino
Una ragazza di soli 15 anni è stata vittima di un presunto stupro di gruppo. I fatti si sarebbero verificati a Trissino. La giovane ha raccontato di essere stata ospite a casa di una conoscente. Lì avrebbe subito violenze per due notti consecutive. Le sono state anche somministrate sostanze stupefacenti.
Secondo il suo racconto, la violenza sarebbe stata facilitata da una sua amica. Questa persona, una 31enne residente a Trissino, avrebbe agito in cambio di cocaina. La vittima ha espresso profondo dolore per il comportamento dell'amica. Ha dichiarato: «Eri l'unica amica che avevo. Perché hai permesso che mi facessero del male invece di proteggermi?».
Coinvolti anche due uomini marocchini
Oltre alla 31enne, sono indagati due uomini di origine marocchina. Uno ha 27 anni e l'altro 28 anni. Risiedono rispettivamente ad Arzignano e San Bonifacio. Le accuse nei loro confronti sono di violenza sessuale di gruppo. La vittima ha riferito di essere stata costretta ad assumere hashish e cocaina.
Le dichiarazioni della minorenne sono state ritenute attendibili dal giudice per le indagini preliminari. La sua testimonianza è fondamentale per l'inchiesta. La giovane ha manifestato grande amarezza verso la sua presunta aguzzina. Ha sottolineato la mancanza di protezione da parte di chi considerava una sorella.
L'amica avrebbe mentito sull'età
La 31enne avrebbe mentito sull'età della vittima. Secondo la ragazza, l'amica avrebbe detto che lei aveva 19 anni. Questo per spingere i suoi complici a portarle la cocaina. La vittima ha ribattuto: «Tu hai detto che ho 19 anni perché avevi paura che non ti portassero la “bianca”».
La presunta vittima ha chiesto aiuto alla 31enne. Quest'ultima però avrebbe minimizzato l'accaduto. Ha suggerito che la giovane si fosse offerta volontariamente. La 31enne avrebbe detto: «Perché non dici la verità? Che hai detto che avevi 19 anni e nessuno ti ha spinto a fare niente».
Indagati cercavano di accordarsi sulla versione
Le indagini hanno rivelato che i tre indagati stavano cercando di coordinarsi. Temevano una convocazione da parte dei carabinieri. Stavano pianificando una versione comune dei fatti. Lo scopo era impedire alla vittima di rivelare la verità. Una conversazione telefonica intercettata ha confermato questo tentativo di accordo.
La 31enne, in una telefonata con uno dei marocchini, ha espresso la volontà di evitare che la giovane potesse «fregarli». Questo dimostra la premeditazione e il tentativo di ostacolare le indagini. I tre indagati dovrebbero essere ascoltati dal giudice per l'interrogatorio di garanzia a breve.
La gravità dei fatti e le conseguenze
I fatti descritti sono di estrema gravità. La giovane vittima ha subito non solo violenza fisica e sessuale. È stata anche costretta ad assumere droghe. Il ruolo dell'amica, che avrebbe facilitato l'aggressione, aggiunge un ulteriore elemento di drammaticità. La giustizia dovrà fare piena luce sull'accaduto.
Le autorità stanno raccogliendo tutte le prove necessarie. La testimonianza della vittima è cruciale. Le intercettazioni telefoniche forniscono elementi importanti per confermare le accuse. La vicenda scuote la comunità di Trissino e delle zone limitrofe.
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