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Una targa è stata inaugurata al Tribunale di Trieste per ricordare il processo sui crimini della Risiera di San Sabba, avvenuto 50 anni fa. L'evento sottolinea l'importanza della memoria storica e della prevenzione di future atrocità.

Commemorazione storica al Tribunale di Trieste

Una cerimonia si è tenuta stamani presso il Palazzo di Giustizia. È stata svelata una targa commemorativa nell'atrio del Tribunale di Trieste. L'evento segna il cinquantenario esatto della lettura della sentenza relativa ai crimini della Risiera di San Sabba. La lapide è frutto di un'iniziativa congiunta. Il Comune di Trieste, attraverso il Museo e Monumento Nazionale della Risiera, ha curato la realizzazione. Il Ministero della Cultura ha fornito il proprio contributo. L'idea è nata dal Comitato 50 anni Processo Risiera.

L'importanza della memoria e della prevenzione

Giorgio Rossi, assessore comunale alla Cultura, ha sottolineato la rilevanza del momento. Ha affermato che «è un momento importante». Ha poi aggiunto che «di risiere ce ne sono ancora tante in giro». Ha evidenziato come «forse noi non ce ne accorgiamo». Ha fatto riferimento alla «situazione mondiale e ai crimini che sono in corso». Per l'assessore, «la posa di questa targa è doverosa». Ha spiegato che ciò avviene perché «continua questa battaglia nel segno della memoria». Ha citato il significativo investimento fatto negli ultimi anni nella Risiera. Sono stati ricevuti 4 milioni di euro dal Ministero dei beni culturali. Questi fondi sono destinati, insieme ad altri cinque luoghi della memoria in Italia. Questi siti hanno vissuto tragedie simili. Lo scopo è ricordare ai posteri e alle nuove generazioni. Devono prestare attenzione, non dimenticare e far sì che non accada più.

Il testo inciso sulla targa

La targa riporta un'incisione significativa. Essa recita: «In questo Palazzo di Giustizia dal 16 febbraio al 29 aprile 1976 si celebrò il processo per i crimini compiuti durante l'occupazione nazista (settembre 1943 - aprile 1945) all'interno della Risiera di San Sabba, oggi monumento nazionale».