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Due inchieste separate stanno esaminando la gestione dei fondi nel porto di Trieste. La Procura indaga su presunti illeciti nella percezione di denaro pubblico, mentre la Corte dei Conti valuta un presunto danno erariale legato alle indennità dei dipendenti portuali.

Nuovo filone d'indagine su società portuali

La Procura di Trieste ha aperto un nuovo filone investigativo. Questo riguarda le relazioni commerciali tra diverse società operanti nello scalo giuliano. Le aziende coinvolte sono Alpe Adria, Trieste Marine Terminal (Tmt) e To Delta.

L'attenzione si concentra su presunti illeciti legati alla percezione di fondi pubblici. Due manager sono attualmente indagati. Uno è a capo dell'operatore multimodale e della società di logistica To Delta. L'altro dirige la concessionaria del Molo VII, Tmt.

Questi passaggi di denaro sono avvenuti nell'arco di diversi anni. La somma totale ammonta a circa 22 milioni di euro. I manager indagati avrebbero già ricevuto la notifica di chiusura delle indagini preliminari. Le informazioni provengono da fonti giornalistiche specializzate nel settore marittimo.

Presunto danno erariale per indennità dipendenti

Parallelamente, la Procura regionale della Corte dei Conti del Friuli Venezia Giulia ha avviato un'indagine distinta. L'obiettivo è accertare un presunto danno erariale. La cifra stimata ammonterebbe a circa un milione di euro.

Questo danno sarebbe collegato alle indennità percepite dai dipendenti dell'Autorità di sistema portuale del Mar Adriatico Orientale. Le indagini della Corte dei Conti si concentrano su questo specifico aspetto della gestione finanziaria. Le fonti confermano l'avvio di questa procedura.

In relazione a questa inchiesta, alcuni ex dirigenti dell'Authority portuale avrebbero già ricevuto atti di 'messa in mora'. Questo significa che sono stati formalmente informati di possibili responsabilità finanziarie. La procedura è condotta secondo le normative vigenti.

Coordinamento delle indagini e organi competenti

Le attività investigative sono affidate alla Guardia di finanza. Questo corpo di polizia economica e finanziaria sta raccogliendo prove e informazioni. Le indagini sono coordinate su due fronti distinti ma interconnessi. La Procura di Trieste supervisiona l'inchiesta sui fondi pubblici. La Corte dei Conti del Friuli Venezia Giulia gestisce l'indagine sul danno erariale.

La collaborazione tra le diverse procure e la Guardia di finanza è fondamentale. Assicura un quadro completo della situazione finanziaria e gestionale dello scalo. L'obiettivo è fare chiarezza su eventuali irregolarità. Vengono esaminati i flussi di denaro e le decisioni che hanno portato a potenziali danni per l'erario.

Queste indagini mirano a garantire la trasparenza e la corretta gestione delle risorse pubbliche. Il porto di Trieste è un nodo logistico strategico. La sua efficienza e integrità sono cruciali per l'economia regionale e nazionale. Le autorità competenti stanno lavorando per accertare i fatti.

Domande frequenti

Cosa sta succedendo al porto di Trieste?

Sono in corso due indagini separate. La Procura di Trieste sta esaminando presunti illeciti nella percezione di fondi pubblici da parte di società portuali. La Corte dei Conti del Friuli Venezia Giulia sta indagando su un presunto danno erariale legato alle indennità dei dipendenti dell'Autorità portuale.

Chi sono i soggetti indagati?

Nella prima inchiesta, due manager di società attive nel porto, Trieste Marine Terminal e To Delta, sono indagati per indebita percezione di fondi pubblici. Nella seconda, sono stati notificati atti di 'messa in mora' a ex dirigenti dell'Autorità di sistema portuale del Mar Adriatico Orientale.