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Una retrospettiva dedicata al regista ungherese Béla Tarr si terrà al Cinema Ariston di Trieste dal 7 al 21 aprile. Verranno proiettati quattro dei suoi film più celebri, restaurati e in versione originale.

Omaggio al maestro Béla Tarr al Cinema Ariston

Il Cinema Ariston di Trieste dedica un omaggio speciale a Béla Tarr. Il regista ungherese, scomparso tre mesi fa, viene celebrato con una rassegna intitolata "Il tempo della fine". L'evento si svolgerà dal 7 al 21 aprile. Saranno presentati quattro film considerati dei capolavori.

L'iniziativa è promossa dalla Cappella Underground. Collabora anche il Trieste Film Festival. Per gli organizzatori, queste opere sono "opere radicali". Hanno ridefinito il linguaggio cinematografico. Le proiezioni avverranno in versione originale. Saranno disponibili sottotitoli in italiano. I film sono stati restaurati in 4K.

Uno stile unico e contemplativo

Béla Tarr, nato a Pécs nel 1955, ha sviluppato uno stile cinematografico distintivo. Dopo gli esordi nel cinema realistico, ha adottato un approccio unico. Il suo cinema è in bianco e nero. Presenta un ritmo dilatato. Utilizza lunghi piani sequenza. Viene descritto come "cinema contemplativo e metafisico".

Il regista ha collaborato a più riprese con lo scrittore László Krasznahorkai. Quest'ultimo ha vinto il Premio Nobel per la Letteratura nel 2025. La loro sinergia ha prodotto opere di grande impatto visivo e narrativo.

I film in programma e le loro peculiarità

La rassegna si apre il 7 aprile alle ore 20:30 con "Perdizione" (1988). Questo film è un melodramma noir. È ambientato sullo sfondo del crollo del comunismo. Prima della proiezione, alle ore 19:00, nello Spazio Underground, sarà disponibile un podcast. Il podcast è dedicato al cinema di Tarr.

Il 14 aprile, sempre alle 20:30, verrà proiettato "Le armonie di Werckmeister" (2000). Questo film è considerato l'apice della collaborazione con Krasznahorkai. Narra l'arrivo di un misterioso circo in una cittadina ungherese. Il circo è composto da una balena gigante e un enigmatico Principe. È definita "una parabola sulla resistenza della bellezza di fronte alla brutalità cieca degli uomini".

Sabato 18 aprile, alle ore 10:30, sarà il turno di "Sátántangó" (1994). Quest'opera è la più monumentale di Tarr. Ha una durata di 7 ore. È divisa in dodici capitoli. La proiezione prevede due pause. Racconta la storia di una cooperativa agricola. Irimiás, un personaggio creduto morto, ritorna per manipolare i contadini. Alterna paura e speranza. Il film offre un'analisi spietata del potere. Esplora la necessità umana di credere a falsi profeti.

La rassegna si conclude il 21 aprile alle 20:30 con "Il cavallo di Torino" (2011). Questo film ha vinto l'Orso d'argento. Ha ottenuto anche il Premio FIPRESCI al Festival di Berlino. È una parabola sulla miseria dell'esistenza. Rappresenta il testamento cinematografico di Tarr.