La prestigiosa orchestra Wiener Symphoniker è tornata a Trieste per la seconda edizione del Festival Primavera da Vienna, regalando serate di grande musica al Politeama Rossetti. L'evento ha visto la partecipazione di solisti di fama internazionale e ha rafforzato il legame culturale tra Trieste e Vienna.
Il ritorno dei Wiener Symphoniker a Trieste
La città di Trieste ha nuovamente avuto l'onore di ospitare i Wiener Symphoniker. Questo prestigioso ensemble musicale, fondato nel 1902, ha calcato il palco del Politeama Rossetti per la seconda edizione del Festival Primavera da Vienna. L'evento, iniziato il 27 marzo e conclusosi la Domenica delle Palme, ha rappresentato un importante appuntamento culturale per la regione.
L'orchestra viennese aveva già visitato Trieste nel lontano 1902, segnando il suo esordio cittadino proprio nello stesso teatro. Dopo una lunga interruzione di quasi 125 anni, il Politeama Rossetti ha ripreso questa tradizione l'anno precedente, avviando il festival che celebra il legame musicale con la capitale austriaca.
Quest'anno, il festival si è esteso per tre serate, offrendo un programma ricco e variegato. La scelta di portare nuovamente i Wiener Symphoniker a Trieste sottolinea la volontà di rafforzare i legami culturali tra le due città, promuovendo scambi artistici e consolidando l'immagine di Trieste come centro culturale di rilievo.
Un incontro tra sindaci e istituzioni
L'importanza artistica dell'evento è stata riconosciuta anche a livello istituzionale. Durante l'intervallo del secondo concerto, tenutosi sabato 28 marzo, si è svolto un incontro ufficiale tra i sindaci di Trieste, Roberto Dipiazza, e di Vienna, Michael Ludwig. L'incontro si è svolto nella sala del teatro, con la presenza del direttore dello Stabile del FVG, Francesco Granbassi.
Granbassi ha sottolineato il ruolo fondamentale dell'arte e della cultura nel promuovere scambi e legami in diversi settori. Il sindaco Dipiazza ha presentato il progetto di riqualificazione di Porto Vecchio, un'iniziativa che ha riscosso l'interesse di Ludwig, il quale l'ha vista come un'importante apertura verso il Mediterraneo, vista la vicinanza geografica tra le due città e i rispettivi paesi.
Alla riunione, aperta alla stampa nazionale e internazionale, hanno partecipato anche l'Ambasciatore d'Austria in Italia, Michael Rendi, il Console Onorario d'Austria a Trieste, Sabrina Strolego, la senatrice Tatiana Rojc, la vicesindaco di Trieste, Serena Tonel, l'assessore alla Cultura e alla Scienza di Vienna, Veronica Kaup-Hasler, e il sovrintendente dei Wiener Symphoniker, Jan Nast.
Questo incontro ha evidenziato la volontà di intensificare la collaborazione tra Trieste e Vienna, non solo in ambito culturale ma anche in prospettiva di sviluppo economico e strategico.
Le serate musicali: solisti e repertori
Le tre serate del festival sono state un trionfo di musica e interpretazioni di altissimo livello. Il pubblico internazionale, accorso numeroso, ha riempito ogni posto del Politeama, dimostrando grande apprezzamento per gli artisti. L'auspicio è che questo successo sia di buon auspicio per future iniziative culturali.
La prima serata ha visto l'esecuzione della Sinfonia n.4, “Italiana”, di Felix Mendelssohn, seguita dal Concerto per violino n.1 op.26 di Max Bruch. Il solista al violino, Renaud Capuçon, ha dimostrato un'eccezionale sintonia con il maestro Petr Popelka e i Symphoniker. La sua interpretazione è stata descritta come appassionata e intimistica, capace di rapire l'ascoltatore. Come bis, Capuçon ha offerto una toccante esecuzione della trascrizione per violino dall'Orfeo ed Euridice di Gluck. La serata si è conclusa con la Sinfonia n.7 di Beethoven, un'esecuzione prodigiosa e trascinante, seguita da un bis di Haydn.
Il secondo concerto è stato dedicato a Puccini e Lehár, con la partecipazione del soprano Krassimira Stoyanova e del tenore Francesco Meli. Il programma includeva arie e duetti celebri da opere come Tosca, La Bohème, La fanciulla del West e dalle operette La vedova allegra e Il Paese del sorriso. Le esecuzioni sono state accompagnate da interludi strumentali, sempre nel segno dell'eccellenza. Il bis ha proposto la versione orchestrale del Valzer di Musetta e il duetto Tace il labbro.
Il gran finale del festival ha visto protagonista il pianista Rudolf Buchbinder, che ha festeggiato il suo imminente ottantesimo compleanno esibendosi anche come direttore d'orchestra. Buchbinder ha interpretato i Concerti n.27, 23 e 21 di Mozart con una maestria che ha suscitato grande emozione. La sua performance è stata definita magica, trascendente ed energica, capace di evocare lo spirito del compositore stesso.
L'ammirazione per l'orchestra e i suoi direttori è stata unanime. Il maestro Petr Popelka è stato elogiato per la sua capacità di guidare l'orchestra con gesti raffinati e una profonda comprensione del testo musicale, unendo filologia e libertà interpretativa. La bellezza del timbro, l'equilibrio tra le sezioni e l'empatia tra i musicisti sono stati elementi distintivi delle esecuzioni.
Prospettive future: il programma 2027
Il festival di quest'anno si è concluso con un'interminabile standing ovation, ma già si guarda al futuro. È stato annunciato il programma che i Wiener Symphoniker presenteranno nel 2027. Il maestro Petr Popelka tornerà per dirigere tutti e tre i concerti.
Il venerdì 19 marzo 2027, l'orchestra eseguirà musiche di Verdi, Richard Strauss, con il soprano Alina Wunderlin, e brani di Čajkovskij e Stravinsky. Il sabato 20 marzo, si unirà a loro il baritono Luca Pisoni per un concerto di gala dedicato a Mozart e Josef Strauss. La domenica 21 marzo, il programma sarà incentrato sui celebri lavori di Beethoven, con la partecipazione della pianista Lise de La Salle.
L'annuncio del programma futuro conferma l'impegno a lungo termine dei Wiener Symphoniker e del Politeama Rossetti nel portare a Trieste eccellenze musicali internazionali, rafforzando ulteriormente il ruolo della città nel panorama culturale europeo.