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Il giornalista Owen Matthews sarà a Trieste per il Link Media Festival per presentare il suo libro su Richard Sorge, definito la più grande spia del XX secolo. L'autore analizza anche l'attualità geopolitica.

La spia perfetta e gli equivoci tra Stati

Il giornalista Owen Matthews descrive la storia di Richard Sorge come un racconto di equivoci tra nazioni. Sorge possedeva informazioni cruciali, ottenute da contatti di alto livello. Sapeva dell'imminente invasione tedesca della Russia. Tuttavia, Stalin ignorò i suoi avvertimenti.

Matthews sottolinea come oggi manchino figure simili o, se presenti, le loro informazioni vengano trascurate. Questo genera incomprensioni tra gli Stati. La mancanza di ascolto può avere conseguenze disastrose.

Analisi geopolitica: Iran e Israele

L'autore cita l'esempio della ricerca delle armi di distruzione di massa in Iraq. Saddam Hussein non le possedeva, ma la ricerca proseguì inutilmente. Riguardo all'Iran, Matthews evidenzia l'errore di valutazione di Israele.

Nonostante l'ottima intelligence del Mossad, infiltrata e informata sui leader iraniani, la previsione di un cambio di regime si è rivelata errata. Le istituzioni esistenti sono state sottovalutate. Anche la capacità bellica dell'Iran è stata giudicata male.

Matthews afferma che ogni guerra ha un suo fronte segreto. La guerra in corso per il conflitto attuale potrebbe essere compresa solo tra anni. Le dinamiche nascoste sono complesse.

Espansione israeliana e trappole strategiche

Sull'espansione di Israele in Siria, Libano e Cisgiordania, Matthews ipotizza una strategia fallimentare. Israele è un Paese piccolo, incapace di sostenere un impero. Occupare parte del Libano, come nel 1982, si è rivelato insostenibile.

L'alternativa è stringere alleanze con attori poco raccomandabili. Israele colpisce i nemici, ma la vera trappola è fallire nel contenere le minacce interne. Questo porta ad avere più nemici di prima.

Richard Sorge: la spia del XX secolo

Richard Sorge, protagonista del libro, è stato definito la più grande spia del XX secolo. Matthews, con la sua esperienza di corrispondente di guerra in zone come Bosnia, Libano, Afghanistan, Cecenia, Iraq, Siria e Ucraina, è qualificato per giudicare.

Ha lavorato per testate prestigiose come «The Moscow Times» e «Newsweek». Attualmente dirige «The Spectator» e scrive per il «Daily Telegraph». La sua analisi è autorevole.

Dalla Russia alla Cina, la vita di Sorge

Nato a Baku, Sorge era di padre tedesco e madre russa. Combatté nella Prima guerra mondiale, venendo ferito e decorato. Fu un agitatore comunista negli anni Venti e membro del Comintern.

Successivamente, divenne agente dei servizi militari sovietici in Cina e poi in Giappone. Avvertì gli Stati Uniti dell'attacco giapponese. Informò anche sulla decisione di Tokyo di non invadere la Siberia nel 1941, permettendo a Mosca di rafforzare le difese.

Al momento del suo arresto, la polizia giapponese sequestrò oltre mille libri su Giappone, la sua cultura, economia, politica e strategia militare. Il libro di Matthews si distingue per l'uso di documenti dagli archivi sovietici.

L'eredità di una spia eccezionale

Sorge morì impiccato il 7 novembre 1944. Il procuratore Yoshikawa, che ne curò la condanna, lo definì «l'uomo più grande che abbia mai incontrato». Ian Fleming, creatore di James Bond, lo considerò «la spia più formidabile della storia».

La figura di Sorge continua a ispirare e a far riflettere sulla complessità dell'intelligence e delle relazioni internazionali. La sua storia è un monito sull'importanza dell'ascolto e della comprensione reciproca.