Condividi
AD: article-top (horizontal)

Lavoratori e pensionati trentini sostengono il 94% dell'IRPEF provinciale, mentre gli stipendi rimangono sotto la media del nord Italia. I sindacati chiedono riforme fiscali eque e misure di sostegno.

Aumento redditi reali ma potere d'acquisto a rischio

Nel 2024, i redditi reali da lavoro in Trentino hanno registrato un incremento. Questo dato emerge dall'analisi dei modelli 730/2025 e dalle retribuzioni INPS. I segretari provinciali di Cgil, Cisl e Uil, Andrea Grosselli, Michele Bezzi e Walter Largher, definiscono questo un «piccolo balzo in avanti».

Tuttavia, l'aumento dei prezzi nel corso del 2024 minaccia di annullare questo recupero. L'inflazione ha superato la crescita dei redditi dal 2021. Il divario tra guadagni e costo della vita si è quindi ridotto solo parzialmente.

«Siamo di fronte ad un nuovo rialzo dei prezzi che rischia di vanificare il parziale recupero del potere d'acquisto», affermano i leader sindacali. La situazione attuale richiede attenzione per evitare un peggioramento.

Stipendi sotto la media del nord Italia

Le retribuzioni dei dipendenti in Trentino si posizionano al di sotto della media nazionale del nord Italia. Questo si riflette anche sui redditi complessivi dichiarati al fisco. I sindacati sottolineano la necessità di intervenire su più fronti.

È fondamentale agire sia sulla dinamica salariale sia sulle misure di sostegno al reddito. Il costo della vita nella provincia rimane tra i più elevati a livello nazionale. Questa disparità richiede interventi mirati.

«Gli stipendi dei lavoratori dipendenti in provincia sono sotto la media del nord Italia», confermano Grosselli, Bezzi e Largher. La loro analisi evidenzia una criticità strutturale dell'economia locale.

IRPEF: quasi tutto a carico di lavoratori e pensionati

La distribuzione del carico fiscale è un altro punto critico sollevato dalle organizzazioni sindacali. Quasi il 94% dell'IRPEF provinciale viene pagato da lavoratori dipendenti e pensionati. Questo dato evidenzia una forte concentrazione della pressione fiscale su queste categorie.

I sindacati chiedono riforme fiscali eque. Queste dovrebbero rispettare il principio costituzionale di tassazione progressiva. Si critica un sistema che sembra favorire chi cerca scappatoie fiscali.

«E' di questo che bisognerebbe prendere finalmente atto sul piano fiscale», dichiarano i segretari. L'obiettivo è una maggiore equità nella contribuzione.

Discrepanze fiscali in Val di Non

Una particolare anomalia emerge in alcuni comuni della Val di Non. Qui, i redditi imponibili dichiarati sono tra i più bassi della provincia. Di conseguenza, questi comuni risultano meno tassati.

Tuttavia, questa situazione contrasta con il tenore di vita effettivo di parte delle comunità. In queste aree, il benessere materiale dichiarato è spesso inferiore a quello reale. Questa discrepanza solleva interrogativi sul sistema fiscale locale.

«Questa discrasia non può essere ignorata», avvertono i sindacati. È necessario un dibattito trasparente sulla capacità contributiva dei cittadini.

Crisi internazionale e sostegno alle famiglie

La crisi in Iran e l'aumento del costo dei combustibili destano preoccupazione. Questi eventi internazionali avranno ripercussioni dirette sulle famiglie trentine. I sindacati si aspettano risposte concrete dalla Giunta provinciale.

In vista dell'assestamento di bilancio, si chiedono misure straordinarie di sostegno. Sono necessarie anche norme fiscali che favoriscano una politica dei redditi. L'obiettivo è incrementare il potere d'acquisto dei cittadini.

Si auspicano maggiori sostegni alla contrattazione decentrata. Inoltre, sono richieste misure concrete per il reddito dei pensionati e trasferimenti diretti al ceto medio.

AD: article-bottom (horizontal)