Nel 2025, gli allevatori trentini hanno visto un notevole aumento nei pagamenti, superando i 6,7 milioni di euro. Questo successo è dovuto a quotazioni record del bestiame, nonostante alcune preoccupazioni per il 2026.
Bilancio 2025 positivo per gli allevatori
La Federazione provinciale allevatori ha presentato un bilancio 2025 estremamente positivo. I soci allevatori hanno ricevuto pagamenti per un totale di oltre 6,7 milioni di euro. Questo importo rappresenta un incremento del 61,3% rispetto all'anno precedente, con un aumento di circa 2,5 milioni di euro.
Tale crescita è stata trainata da un mercato del bestiame particolarmente favorevole. L'utile d'esercizio si è attestato a 65.799 euro. Il valore totale della produzione ha raggiunto i 20,8 milioni di euro, segnando un aumento del 21%.
Quotazioni record per il bestiame nel 2025
L'anno 2025 è stato caratterizzato da quotazioni del bestiame senza precedenti. Le manze gravide, vendute attraverso cinque aste provinciali, hanno raggiunto una media di 2.518 euro per capo. Questo dato segna un aumento del 9,9% rispetto al 2024, con un numero di capi presentati aumentato del 26%, arrivando a 542.
Anche le vacche a fine carriera hanno registrato un notevole incremento. Il prezzo medio di vendita è stato di 1.372 euro, con un aumento del 43%. Il valore al chilogrammo ha raggiunto i 5,08 euro, raddoppiando il valore del 2019.
Si è osservata un'impennata senza precedenti anche per i vitelli baliotti. Tutte le razze hanno mostrato incrementi a doppia cifra nei prezzi di vendita.
La prospettiva del presidente Broch
Il presidente degli allevatori, Giacomo Broch, ha invitato a una lettura attenta di questi risultati. Ha sottolineato come i prezzi attuali, pur sembrando elevati, siano finalmente dignitosi. «Per anni siamo stati abituati a 500-550 euro per un capo adulto macellato, il prezzo di uno smartphone medio per capirci», ha affermato Broch.
«Oggi 1.300 euro sembrano tanti, ma sono finalmente prezzi dignitosi: parliamo di un capo che garantisce 250 chili di carne, l'equivalente di 2.500 hamburger», ha aggiunto. Il presidente ha evidenziato come il lavoro di una vita in stalla non possa valere meno di un dispositivo di telefonia mobile.
Questi dati vanno considerati nel contesto di una diminuzione del numero di capi allevati in Trentino, scesi per la prima volta sotto i 18.000. Anche il numero di stalle attive si è ridotto significativamente.
Successo della filiera corta della macelleria
La macelleria della Federazione ha concluso il 2025 con un fatturato superiore a 3,3 milioni di euro, registrando una crescita del 10,3%. Questo risultato positivo si ripete per il quarto anno consecutivo.
Il successo premia l'impegno nella filiera corta della carne bovina, che prevede capi allevati, macellati e venduti in Trentino. Questo modello garantisce origine e tracciabilità, apprezzate dai consumatori. Per sostenere questa crescita, sono iniziati lavori di ampliamento per l'area vendita e le celle di stoccaggio.
Preoccupazioni per il 2026
Nonostante i successi del 2025, emergono alcune preoccupazioni per l'anno in corso. È stata segnalata una brusca flessione nel prezzo del latte all'inizio del 2026. Inoltre, la diffusione dell'IBR nel basso Trentino rappresenta un fattore critico.
Si aggiungono le crescenti difficoltà nel reperire personale qualificato. In particolare, mancano autisti, personale di stalla e pastori per le malghe. Questi elementi richiedono attenzione per il futuro del settore.