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Lavoratori di Innovaway e Nbt protestano a Torino per chiedere stabilità occupazionale e un intervento di Intesa Sanpaolo. La banca è accusata di smantellare la filiera dei servizi esterni, mettendo a rischio centinaia di posti di lavoro in tutta Italia.

Manifestazione per la tutela dei posti di lavoro

Più di 150 persone tra dipendenti di Innovaway e Nbt si sono riunite in presidio. Il luogo scelto è stato l'area antistante il grattacielo di Intesa Sanpaolo a Torino. Questa mobilitazione è stata indetta dai sindacati Fim e Fiom di Torino. La giornata di protesta è coincisa con uno sciopero generale. La data dell'evento è stata il 30 settembre.

Le sigle sindacali denunciano una situazione critica. Si parla di mesi di cassa integrazione. Sono state annunciate dichiarazioni di esubero. Esistono programmi di incentivo all'esodo. I servizi vengono dirottati verso altri fornitori. Si osserva una progressiva reinternalizzazione di volumi di lavoro. Le condizioni lavorative peggiorano costantemente. Secondo i sindacati, Intesa Sanpaolo prosegue in una strategia dannosa. Questa strategia minaccia i posti di lavoro nella filiera da essa stessa creata.

Richiesta di intervento e dignità per i lavoratori

I sindacati evidenziano l'indifferenza di Intesa Sanpaolo. La banca non ha agito sulla reinternalizzazione del subappalto Inbiz. Questo passaggio ha comportato la creazione di 30 esuberi. Le persone coinvolte hanno lavorato per la banca per circa 15 anni. I rappresentanti dei lavoratori esprimono profondo sconforto. Confrontano gli enormi profitti dell'istituto bancario. Lo fanno con la precaria condizione dei dipendenti dei servizi in appalto. Viene percepita una forte ingiustizia sociale. Si chiede rispetto e un trattamento dignitoso per queste persone.

Vito Bianchino, della Fim Cisl Torino e Canavese, ha sollecitato un intervento concreto. Chiede a Intesa Sanpaolo di assumersi le proprie responsabilità. L'obiettivo è cambiare la situazione attuale dei lavoratori. La richiesta è di un impegno reale per risolvere la crisi occupazionale.

Rischio occupazionale e prospettive future

La situazione è particolarmente grave per i dipendenti di Nbt. Solo due mesi fa, l'azienda ha rischiato la chiusura a Leinì. Ora, i lavoratori si trovano a dover scioperare. Vogliono riconquistare un lavoro dignitoso. Desiderano una prospettiva futura concreta. La banca dichiara profitti elevatissimi. Si parla di oltre 30 miliardi di euro per l'acquisizione di Monte dei Paschi di Siena. Sono previsti programmi di assunzione per centinaia di persone nella Filiale Digitale.

Nonostante questi investimenti, non c'è alcuna menzione per la filiera dei servizi esterni. Questa filiera è stata creata, formata e controllata dalla banca stessa. Ora si appresta a essere smantellata. Si stima che quasi 1000 persone in tutta Italia rischino il posto di lavoro. Torino è vista come l'avanguardia di questa protesta. Giorgia Perrone della Fiom Torino avverte che questo è solo l'inizio. Prevede una rapida ondata di indignazione che travolgerà la banca. Sottolinea che Intesa Sanpaolo ha ancora il tempo di intervenire. Può costruire un percorso condiviso per salvaguardare i posti di lavoro.

Domande frequenti

Quali sono le principali rivendicazioni dei lavoratori Innovaway e Nbt?
I lavoratori chiedono stabilità occupazionale, la stabilizzazione dei contratti e un intervento diretto da parte di Intesa Sanpaolo per evitare la perdita dei posti di lavoro nella filiera dei servizi esterni.

Quante persone rischiano il posto di lavoro a causa di questa situazione?
Si stima che quasi 1000 persone in tutta Italia, impiegate nei servizi in appalto di Intesa Sanpaolo, siano a rischio occupazionale a causa dello smantellamento della filiera.