Il carcere di Torino registra un numero di detenuti senza precedenti dal 2006, superando la soglia dei 1600. Il sindacato di polizia penitenziaria Osapp segnala una situazione critica, con carenze di personale e aumento della conflittualità, mettendo a rischio la sicurezza.
Situazione critica nel carcere di Torino
La casa circondariale di Torino ha raggiunto un numero di detenuti mai visto dal 2006. Ieri, infatti, sono stati registrati 1.608 persone recluse. Questo dato preoccupante è stato reso noto dall'Osapp, il sindacato autonomo di polizia penitenziaria.
L'organizzazione sindacale descrive la situazione come un vero e proprio collasso. Ogni mese si contano oltre duecento nuovi ingressi. A questo si aggiunge una grave carenza di personale, con più di cento unità mancanti tra agenti e assistenti.
Appello inascoltato da politica e istituzioni
Leo Beneduci, segretario generale dell'Osapp, ha espresso forte preoccupazione in una nota ufficiale. Ha dichiarato che la situazione è ormai «totalmente alla deriva». Beneduci ha criticato il silenzio assordante della politica e delle istituzioni di fronte a questa emergenza.
Il sovraffollamento, la scarsità di spazi e il degrado generale degli ambienti carcerari sono visti come cause scatenanti di una crescente conflittualità interna. Si susseguono eventi critici che mettono seriamente a repentaglio la sicurezza sia del personale che dei detenuti.
Mancanza di risposte dalle autorità
Già alcune settimane fa, l'Osapp aveva inviato un appello ai rappresentanti politici di Torino e della Regione Piemonte. L'invito era quello di visitare l'istituto penitenziario e incontrare direttamente gli operatori. L'obiettivo era sensibilizzare le autorità sulla gravità della situazione.
Tuttavia, secondo Beneduci, la risposta è stata deludente. A parte «qualche eccezione», la maggior parte dei politici è rimasta «totalmente immobile e inerte». Questa inerzia si riscontra anche a livello dell'amministrazione regionale e centrale, mentre le condizioni all'interno del carcere continuano a deteriorarsi.
Turni estenuanti per il personale
La carenza di organico impone al personale di polizia penitenziaria turnazioni estremamente gravose. Gli agenti sono sottoposti quotidianamente a turni definiti «disumani», con uno stress psicofisico continuo. Questa condizione mina seriamente la salute degli operatori e compromette la sicurezza dell'intero istituto.
Il sindacato ribadisce l'impossibilità di continuare a richiedere sacrifici sempre maggiori ai lavoratori. È fondamentale garantire organici adeguati e condizioni operative sostenibili per evitare ulteriori peggioramenti. La sicurezza e il benessere del personale sono prioritari per il corretto funzionamento del sistema carcerario.