Una retrospettiva in tre atti rende omaggio a Marisa Merz, pioniera dell'arte povera. L'esposizione si estende tra il Castello di Rivoli e diverse sedi a Torino, esplorando l'eredità dell'artista torinese.
Omaggio a Marisa Merz: la danza delle ore
Una mostra diffusa celebra il centenario della nascita di Marisa Merz. L'artista, figura chiave dell'arte povera, viene ricordata attraverso un percorso espositivo articolato. L'evento, intitolato 'Marisa Merz - La danza delle ore', ripercorre la sua opera e la sua eredità. La retrospettiva è realizzata con il supporto della Fondazione Crt. L'omaggio si svolgerà dal 29 ottobre al 4 aprile 2027. La presentazione è avvenuta al Museo del Novecento di Milano. Questa sede ospita una delle più significative collezioni di arte povera in Italia.
Il Castello di Rivoli e l'installazione iconica
Presso il Castello di Rivoli, la mostra è curata da Francesco Manacorda e Marianna Vecellio. Sarà possibile ammirare nuovamente l'installazione 'E il naufragar m'è dolce in questo mare'. Questo progetto fu presentato da Marisa Merz nel 1980. La prima esposizione avvenne alla galleria Tucci Russo di Torino. Successivamente, fu replicata alla 39esima Biennale nello stesso anno. La mostra al Castello di Rivoli include la partecipazione di artiste contemporanee. Queste artiste riprendono elementi della pratica e della visione di Marisa Merz. Tra le partecipanti figurano Leonor Antunes, Micol Assaël, Beatrice Bonino e Miriam Cahn. L'esposizione si configura come una retrospettiva ampliata.
La Fondazione Merz e la Galleria Civica
La Fondazione Merz a Torino presenterà un aspetto meno noto della ricerca artistica. La curatela è affidata a Beatrice Merz e Sébastien Delot. Saranno esposte opere selezionate che ruotano attorno al concetto di processo e trasformazione. Questo capitolo della mostra esplora l'evoluzione e la mutazione nell'arte di Marisa Merz. La Galleria Civica d'Arte Moderna e Contemporanea di Torino ospiterà un'altra sezione. Qui, sotto la cura di Chiara Bertola e Chiara Parisi, si svelerà l'aspetto più intimo dell'artista. Verrà proposta una lettura storica focalizzata sugli aspetti domestici e quotidiani della sua ricerca. Il percorso espositivo prenderà le mosse dal concetto di casa-studio-laboratorio. Questo spazio è visto come luogo generativo e trasformativo. L'arte e la vita coincidono in questa dimensione.
Restauro e restituzione al pubblico
L'esposizione offrirà l'opportunità di rivedere l'opera 'Living Sculpture' del 1966. Quest'opera, parte della collezione della Gam, è stata sottoposta a un attento restauro. Il lavoro di recupero è stato effettuato dal Centro di Conservazione e Restauro di Venaria. La restituzione al pubblico di questo pezzo storico rappresenta un momento significativo della retrospettiva. L'intera mostra, distribuita in più sedi, mira a offrire una visione completa e sfaccettata dell'eredità di Marisa Merz. L'evento celebra un'artista che ha segnato profondamente la storia dell'arte contemporanea italiana.
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