Condividi

La nuova stagione del Teatro Astra di Torino, in programma per il 2026/27, esplorerà il complesso tema della guerra. L'evento segna anche il ventesimo anniversario del teatro e continua un percorso triennale sulle identità umane.

Il teatro indaga la guerra e le sue conseguenze

Il Teatro Astra di Torino ha annunciato la sua prossima stagione teatrale. Il cartellone 2026/27 sarà interamente dedicato al tema della guerra. Questa scelta tematica rappresenta il secondo capitolo di un progetto triennale. Il percorso artistico si focalizza sulle persone e sulle loro identità. L'anno 2027 sarà speciale per il teatro. L'Astra celebrerà infatti i suoi vent'anni di attività. La programmazione si propone di indagare gli effetti dei conflitti. Si rifletterà su come le guerre trasformino gli individui e le comunità. I conflitti, siano essi combattuti, subiti o semplicemente osservati, lasciano un segno indelebile su tutti. Nessuno ne esce completamente illeso.

Direttore De Rosa: il teatro sfida la retorica della vittoria

Il direttore artistico, Andrea De Rosa, ha spiegato la scelta curatoriale. «La guerra non è soltanto un evento storico», ha affermato. «È una forza che attraversa le persone e le società». Il teatro, secondo De Rosa, ha un ruolo cruciale. Può aiutare a mettere in discussione la retorica della vittoria. «Non esistono veri vincitori», ha sottolineato il direttore. La sua visione è chiara: il teatro deve stimolare una riflessione profonda. Deve andare oltre la narrazione semplicistica dei conflitti. Deve esplorare le sfumature e le conseguenze umane.

Un cartellone ricco di spettacoli e riflessioni

La stagione si aprirà con uno spettacolo di danza. Si tratta di "Preghiera. Tempi di guerra" di Virgilio Sieni. In quest'opera, la danza diventa un gesto di relazione. Offre un'alternativa alla violenza dei conflitti. Seguirà "Guerra civile". Questo spettacolo è diretto dallo stesso De Rosa. È ispirato alla "Pharsalia" di Lucano. Racconta la storia di una guerra fratricida. Esplora il crollo dell'eroismo tradizionale. "Quinto: non uccidere" di Massimiliano Civica affronta il conflitto. Lo trasforma in una questione etica. Si concentra sulla colpa individuale. "Oscar" di Antonio Latella esplora le identità. La guerra è vista come una tensione del corpo e del ruolo. Un altro spettacolo in programma è "Sherpa". È firmato da Giorgina Pi. Rievoca il G8 di Genova. Analizza le fratture della democrazia contemporanea. "Leo - L'unica arte è un pugno" narra il conflitto. Lo fa attraverso la storia del pugile Leone Jacovacci. "Heroes" di Caterina Mochi Sismondi affronta il tema con il linguaggio del clown. Mescola ironia e devastazione. La stagione presenterà anche grandi riscritture. Ci saranno "sdisOrè" da Testori, "Orestea" di Carmelo Rifici e "I Persiani" di Anagoor. Questi spettacoli si concentrano sul punto di vista dei vinti. "Madre Coraggio e i suoi figli" di Paola Rota vede la guerra come macchina storica e produttiva. "Lasciami andare, madre" di Valter Malosti ne mostra la ferita familiare e morale. La stagione si concluderà con tre spettacoli. "La festa", "Risiko!" e "La tribù del calcio balilla". Questi lavori interpretano il conflitto. Lo vedono come una dinamica politica, sociale e simbolica. La guerra viene trasformata in gioco e strategia.

Festival, danza e nuove prospettive

Oltre alla programmazione principale, torneranno eventi consolidati. Ci saranno il Festival delle Colline Torinesi. Sarà presente anche Palcoscenico Danza. Non mancherà la rassegna Porte Aperte. Questi appuntamenti arricchiranno ulteriormente l'offerta culturale. Offriranno diverse prospettive sul mondo del teatro e della danza. Permetteranno al pubblico di esplorare nuove forme artistiche.

Risultati positivi e prospettive future

La stagione appena conclusa ha registrato risultati molto positivi. Il pubblico è aumentato del 6%. Sono cresciuti anche gli abbonamenti. Un dato significativo è la partecipazione degli under 30. Rappresentano il 15% del pubblico totale. Il presidente Giulio Graglia ha commentato questi successi. Ha sottolineato il ruolo del Tpe. Lo ha definito un riferimento culturale a livello nazionale. Ha inoltre evidenziato l'importanza del sostegno ricevuto. Questo proviene da istituzioni e partner. Il Tpe guarda al futuro con ottimismo. La nuova stagione promette di essere stimolante. Offrirà al pubblico spunti di riflessione importanti.

Domande e Risposte

Perché il Teatro Astra dedica la stagione alla guerra?

Il Teatro Astra dedica la stagione 2026/27 alla guerra come secondo capitolo di un percorso triennale sulle persone e le identità. L'obiettivo è esplorare come i conflitti trasformino individui e comunità, andando oltre la retorica della vittoria e stimolando una riflessione profonda sulle conseguenze umane.

Quali sono alcuni degli spettacoli in programma?

Il cartellone include spettacoli come "Preghiera. Tempi di guerra" di Virgilio Sieni, "Guerra civile" di Andrea De Rosa, "Quinto: non uccidere" di Massimiliano Civica e "Oscar" di Antonio Latella. Saranno presenti anche riscritture di classici come "Orestea" e "I Persiani", oltre a "Madre Coraggio e i suoi figli" e "Lasciami andare, madre".