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Il festival Jazz Is Dead! giunge alla sua nona edizione a Torino, offrendo tre giorni di musica dal 29 al 31 maggio. L'evento esplorerà generi diversi, dall'elettronica al jazz, includendo anche dibattiti sulla cultura musicale digitale.

Musica per tutti i gusti dal 29 al 31 maggio

Torino si prepara ad accogliere la nona edizione di Jazz is Dead!. L'evento si svolgerà per tre giorni consecutivi, precisamente il 29, 30 e 31 maggio. La musica animerà due location: Cascina Falchera e El Barrio. La direzione artistica è affidata a Alessandro Gambo, figura nota nel panorama dei DJ e collezionista di vinili.

Il festival si configura come un lungo DJ set, distribuito su due palchi. Ogni giornata sarà dedicata a generi musicali specifici. Il venerdì sarà il turno dell'elettronica. Il sabato vedrà protagonisti l'hip hop, l'ethno, la psichedelia e la black music. La domenica si concentrerà su jazz, noise e rock.

Elettronica d'avanguardia e suoni sperimentali

La prima giornata del festival sarà un viaggio nell'elettronica di avanguardia. I suoni spazieranno tra droni, noise e voci eteree. Questa sessione esplorerà le frontiere della musica elettronica sperimentale. Sarà un'immersione in atmosfere sonore innovative e inaspettate.

Hip hop, ethno e black music il sabato

Il secondo giorno del festival si aprirà con due performance live. Seguirà una jam session, frutto di coproduzioni con il Torino Jazz Festival. Queste iniziative rientrano nel sostegno ai festival locali promosso dalla Città di Torino. La giornata promette un mix eclettico di stili musicali. L'hip hop si fonderà con sonorità ethno e psichedeliche, arricchite dalla profondità della black music.

Domenica dedicata a jazz, noise e rock

L'ultima giornata del festival sarà caratterizzata da suoni più grezzi e materici. Il rock si intreccerà con il noise e con le sfumature più audaci del jazz. Anche questa giornata vedrà la collaborazione con il Torino Jazz Festival. L'obiettivo è creare un amalgama visionario. Questo mix unirà elementi di drone e psichedelia, chiudendo il festival con un'esperienza sonora unica.

Cultura digitale e futuro dei festival

Oltre alla musica, Jazz is Dead! pone un forte accento sull'aspetto culturale. Gli organizzatori sottolineano l'importanza del festival come momento di festa e aggregazione. L'evento mira a far ballare il pubblico. Parallelamente, si svolgeranno una serie di talks. Questi dibattiti affronteranno temi cruciali come il rapporto tra musica e digitale. Verrà analizzato il ruolo di piattaforme come Spotify. Si discuterà di come le raccomandazioni algoritmiche stiano modificando la fruizione musicale.

Si esplorerà l'influenza delle piattaforme sulla produzione musicale. Verranno esaminati gli orientamenti in termini di estetiche, formati e strategie di visibilità. Nonostante queste dinamiche, emergono pratiche di resistenza. Radio indipendenti, comunità e modelli cooperativi di ascolto rappresentano forme di opposizione. Un confronto specifico aprirà una riflessione sul presente e sul futuro dei festival indipendenti. L'obiettivo è stimolare un dibattito costruttivo.