L'opposizione umbra critica duramente la bocciatura di una mozione che mirava a mantenere distinte le ASL di Terni e Perugia. Si parla di un disegno politico di accentramento che penalizza il territorio ternano.
Critiche alla fusione delle ASL umbre
I gruppi di opposizione in Consiglio regionale hanno espresso forte disappunto. Hanno accusato la maggioranza di voltare le spalle a Terni. La bocciatura di una mozione è vista come una conferma di un piano politico. Questo piano mira all'accentramento dei poteri sanitari. La decisione penalizza fortemente il territorio ternano. Si riducono progressivamente ruolo, funzioni e servizi sanitari.
Le forze politiche coinvolte sono Lega, Fratelli d'Italia, Forza Italia e Tp-Uc. Hanno rilasciato una dichiarazione congiunta. Hanno definito la scelta politica «gravissima». La mozione chiedeva di mantenere autonome le Aziende Sanitarie Locali (ASL) Umbria 1 e Umbria 2. Chiedeva anche di preservare l'autonomia delle Aziende Ospedaliere di Perugia e Terni.
Accorpamento ASL: uno schiaffo a Terni
L'accorpamento delle ASL è considerato uno «schiaffo» per la città di Terni. I consiglieri di opposizione sottolineano le parole della presidente Proietti. Queste parole avrebbero trovato una conferma politica in aula. Bocciare la mozione significa appoggiare l'ipotesi di accorpamento. Significa anche spostare centri decisionali e uffici fuori da Terni. Questa scelta colpisce direttamente la città. Colpisce i lavoratori della sanità e i cittadini. L'intera Umbria del sud ne risente.
Togliere la ASL Umbria 2 a Terni indebolisce la capacità del territorio. Si indebolisce la programmazione di servizi e investimenti. Si riduce la capacità di offrire risposte sanitarie adeguate ai bisogni della comunità. Si sottraggono posti di lavoro e funzioni strategiche. Si diminuisce il peso istituzionale e la capacità decisionale. Questo avviene in un momento già difficile per la città.
Le accuse ai consiglieri locali
L'opposizione elenca una serie di eventi negativi per Terni. Tra questi, il ricorso al TAR contro il progetto stadio/clinica. Si menziona anche il fallimento della Ternana calcio. Viene citato il trasferimento della Domus Gratiae e lo stop al progetto del nuovo ospedale pubblico. L'accorpamento delle ASL è l'ultimo di questi «gravissimi schiaffi».
Particolarmente criticato è il comportamento dei consiglieri regionali ternani della sinistra. Essi avrebbero scelto l'obbedienza politica ai vertici regionali. Invece di difendere la propria città, avrebbero preferito seguire le direttive di partito. L'assessore De Rebotti, Filipponi e Proietti (PD), insieme a Simonetti (M5S), avevano il dovere morale e istituzionale di stare dalla parte di Terni. Hanno invece preferito piegarsi alle logiche di partito. Hanno obbedito agli ordini, votando contro gli interessi del territorio.
Terni considerata marginale
Le forze di opposizione concludono affermando che la sinistra considera Terni marginale e sacrificabile. Dietro dichiarazioni di facciata si nasconde una politica che impoverisce la città. La bocciatura della mozione è definita una giornata grave per Terni. Si sottolinea che anche la città di Perugia rischia di essere privata della propria sede ASL. Ciò comporterebbe un indebolimento delle funzioni strategiche. Da oggi, secondo l'opposizione, nessuno potrà più ignorare la posizione della sinistra umbra.
Le persone hanno chiesto anche:
Cosa prevede la mozione bocciata in Consiglio regionale? La mozione chiedeva di mantenere distinte e autonome le Aziende Sanitarie Locali (ASL) Umbria 1 e Umbria 2, e le due Aziende Ospedaliere di Perugia e Terni, preservandone l'autonomia decisionale e operativa sul territorio.
Quali sono le principali critiche mosse dall'opposizione? L'opposizione critica un presunto disegno politico di accentramento che penalizza il territorio ternano, riducendone ruolo, funzioni e servizi sanitari. Viene inoltre criticato il comportamento dei consiglieri regionali ternani di sinistra, accusati di obbedienza al partito anziché di difesa degli interessi locali.
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