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La Regione Umbria investe 20 milioni di euro per recuperare 700 alloggi pubblici. L'obiettivo è contrastare il disagio abitativo e ampliare l'offerta di case per le famiglie in difficoltà.

Nuovi fondi per l'edilizia residenziale

La Regione Umbria ha stanziato 20 milioni di euro. Questi fondi provengono dal programma europeo Fesr. L'iniziativa mira al recupero di appartamenti di edilizia residenziale pubblica. L'intento è aumentare il numero di abitazioni disponibili per le famiglie umbre. Si punta a ridurre il disagio abitativo recuperando circa 700 immobili.

L'assessore regionale alle Politiche abitative, Fabio Barcaioli, ha presentato il piano a Perugia. Ha sottolineato che «avere una casa sicura è un diritto fondamentale». Per questo motivo, ha spiegato, si è deciso di investire 20 milioni di euro. L'obiettivo è rendere nuovamente disponibili alloggi già esistenti. Ha inoltre evidenziato che le risorse regionali superano quelle statali destinate all'Umbria.

Interventi su 700 alloggi pubblici

I fondi regionali permetteranno all'Ater di intervenire su circa 700 alloggi. Attualmente queste abitazioni non sono assegnabili. Una prima fase vedrà il recupero di 500 appartamenti. Successivamente, altri 200 saranno oggetto di intervento. Questi immobili fanno parte del patrimonio pubblico regionale gestito dall'Ater. L'azienda dispone in totale di 9.538 abitazioni. Di queste, 1.276 necessitano attualmente di lavori di ripristino.

L'assessore Barcaioli ha spiegato che la Regione ha scelto un approccio diverso rispetto al Governo nazionale. Ha criticato il piano nazionale da 10 miliardi di euro. Secondo lui, il decreto prevede solo 970 milioni per tutta Italia in cinque anni. Per l'Umbria, ciò si traduce in circa 2 milioni nel 2026. In tre anni, la cifra ammonterebbe a 11 milioni. La Regione non condivide la scelta di eliminare i contributi per l'affitto. Critica anche la riduzione dei fondi per la morosità incolpevole e l'accelerazione delle procedure di sfratto.

Priorità al recupero di immobili esistenti

La Regione Umbria ha deciso di impiegare le proprie risorse per recuperare abitazioni. Queste saranno poi assegnate a persone in difficoltà economica. Il vicepresidente della Regione e assessore ai fondi europei, Tommaso Bori, ha ribadito l'importanza del diritto all'abitare. Ha ricordato che, al suo insediamento, non c'erano fondi europei programmati per questi temi in Umbria. L'Umbria era l'unica regione in questa situazione.

In pochi mesi, si è passati dalla delibera all'azione. Sono stati riprogrammati i fondi europei. Si è passati da zero a 20 milioni di euro per l'housing sociale. Questo contributo è importante per un'emergenza che il governo nazionale non sta affrontando. Il merito va anche a un cambio di passo dell'Ater. Si è tornati a parlare del diritto delle persone ad avere una casa.

Distribuzione territoriale e tempi degli interventi

Il presidente di Ater Umbria, Federico Santi, ha illustrato la distribuzione territoriale degli interventi. Ha spiegato che l'investimento permetterà di agire nei territori con maggiore richiesta di case popolari. Dei primi 500 alloggi da recuperare, 183 si trovano in provincia di Terni. Altri 317 sono in provincia di Perugia. Le risorse saranno assegnate considerando il numero di famiglie in graduatoria.

Si valuterà anche la rapidità di realizzazione dei lavori. Saranno considerate le situazioni di maggiore fragilità segnalate dai Comuni. Se alcuni immobili non potessero essere finanziati con i fondi Fesr, l'Ater cercherà altre fonti di finanziamento. Il direttore generale di Ater Umbria, Andrea Napoletano, ha confermato che la prima fase dei lavori inizierà a settembre.

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