La banchina nord-est del porto di Termoli ora porta i nomi dei nostromi Giovanni Gioffredi e Vincenzo Mazzone. La cerimonia ha reso omaggio al loro servizio e alla loro memoria.
Intitolazione banchina a nostromi scomparsi
La banchina nord-est del porto di Termoli è stata ufficialmente dedicata a due sottufficiali della Capitaneria di Porto. Si tratta di Giovanni Gioffredi e Vincenzo Mazzoni. Entrambi sono scomparsi prematuramente.
La cerimonia si è svolta in presenza delle rispettive famiglie. Le più alte cariche della Guardia Costiera hanno reso omaggio ai due uomini. Erano presenti anche il direttore marittimo per Abruzzo, Molise e le Isole Tremiti, Daniele Giannelli. C'era anche il dirigente dell'Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale, Pietro Bianco.
Hanno partecipato anche il comandante del Porto di Termoli, Saverio Strusi. Non sono mancati gli amministratori locali. La loro presenza ha sottolineato l'importanza dell'evento per la comunità.
Ricordo e benedizione della targa
La targa commemorativa è stata svelata subito dopo una benedizione. La cerimonia religiosa è stata officiata da don Gabriele Masciolongo, parroco della cattedrale. L'intitolazione vuole ricordare l'impegno dei due operatori. Si è voluto celebrare la loro personalità e la loro affabilità.
Hanno saputo instaurare un legame speciale con la marineria locale. Erano apprezzati da tutti gli operatori portuali. La loro dedizione al lavoro è stata esemplare. Il comandante Giannelli ha descritto la figura del nostromo. «Il nostromo è l'anima della banchina», ha affermato.
«È il primo a scendere in porto prima dell'alba, è l'ultimo a lasciarlo», ha aggiunto. «È l'uomo a cui il comandante affida il buon andamento delle operazioni portuali». La sua figura è cruciale per la sicurezza della navigazione. Rappresenta un punto di riferimento sicuro per tutti.
L'eredità di Gioffredi e Mazzone
«Giovanni e Vincenzo sono stati esattamente questo, nello svolgimento del loro servizio», ha sottolineato Giannelli. Hanno interpretato il loro ruolo come un'autentica vocazione. Hanno saputo guidare generazioni di giovani militari. Hanno garantito il regolare svolgimento delle attività portuali.
Il comandante ha espresso parole di vicinanza ai familiari. «Desidero rivolgere il pensiero più affettuoso a nome dell'intero corpo della Guardia Costiera e Capitanerie di porto», ha dichiarato. «Sappiamo il tempo prezioso sottratto a casa». Ha ringraziato le famiglie per il loro sostegno. Hanno condiviso l'amore dei loro cari per la divisa e per il mare.
«Vogliamo che il loro nome continui a vegliare sulle barche ormeggiate», ha concluso Giannelli. La loro memoria vivrà nel porto che hanno servito con dedizione.
Un legame di amicizia e supporto
Il sindaco di Termoli, Nicola Balice, ha ricordato il rapporto umano con i due nostromi. «C'è stato con loro un rapporto di amicizia vera», ha detto. «Aiutavano e incoraggiavano la marineria anche nei momenti più difficili». La loro presenza era un valore aggiunto per l'intera comunità portuale.
«Oggi non è solo una celebrazione ma dimostra come la loro presenza era un valore aggiunto per tutti», ha affermato il sindaco. L'intitolazione della banchina rappresenta un riconoscimento tangibile del loro operato. La loro eredità di impegno e umanità continuerà a ispirare.