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La sindaca di Serle si è dimessa, ma ha 20 giorni per ritirare le sue decisioni. Il Consiglio comunale si riunisce per approvare il bilancio, con la minoranza che offre supporto tecnico. La stabilità politica del comune è a rischio.

Crisi politica a Serle: dimissioni e bilancio

Il Consiglio comunale di Serle si riunisce per un voto cruciale sul bilancio. L'atmosfera è tesa dopo le dimissioni della sindaca Chiara Cherchi. Queste dimissioni seguono quelle dell'assessora Monica Marini e della consigliera Lucia Caputi. La situazione politica è molto delicata.

La sindaca Cherchi ha un termine di 20 giorni per revocare le sue dimissioni. Se non lo farà, il comune rischia il commissariamento. L'obiettivo della sindaca sembra essere quello di ricompattare la maggioranza. Questo permetterebbe di completare gli ultimi tre anni di mandato. La maggioranza attuale conta su 6 consiglieri più la sindaca.

Scenari futuri e opposizione

Le voci su possibili nuove dimissioni si fanno insistenti. Si parla del consigliere di maggioranza Leonardo Guatta. Se si dimettesse, la maggioranza scenderebbe a 5 consiglieri più la sindaca. Il gruppo di opposizione «SiAmo Serle» ha dichiarato che si dimetterebbe in blocco. Questo porterebbe alla fine del Consiglio comunale.

In tal caso, il comune verrebbe commissariato. La decisione finale della sindaca diventerebbe meno rilevante. La stabilità dell'amministrazione è quindi in bilico. Le prossime mosse politiche saranno decisive per il futuro di Serle.

Approvazione del bilancio e dialogo

Nonostante la crisi, il Consiglio comunale deve approvare il bilancio. C'è stato un incontro tra maggioranza e minoranza. Questo incontro ha portato a un accordo per garantire la continuità amministrativa su temi tecnici. La minoranza ha confermato la sua presenza per dovere istituzionale. L'obiettivo è assicurare l'approvazione del rendiconto di bilancio. Sarà votato anche il Piano economico-finanziario per la Tari.

Il capogruppo di «SiAmo Serle», Ugo Ragnoli, ha dichiarato: «Abbiamo confermato la nostra presenza ma solo per dovere istituzionale». Ha aggiunto: «per garantire l'approvazione del rendiconto di bilancio e del Piano economico-finanziario per la Tari». Ha poi precisato: «Dopodiché valuteremo le nostre prossime mosse, anche in base alle eventuali dimissioni del consigliere Guatta».

Al momento della stesura, le dimissioni di Guatta non erano ancora state formalizzate. L'ordine del giorno include anche una variazione di bilancio. La minoranza non si è ancora espressa su questo punto specifico. La sindaca Cherchi ha motivato le sue dimissioni con un «atto inqualificabile di slealtà». Ha parlato di una «ribellione contro questo modo di fare politica». Ha accusato due consiglieri dimissionari di aver «tradito il mandato conferito dai cittadini». Ha però concluso: «Il mio lavoro qui non è ancora finito».

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